Bolsena, la Festa delle Ortensie apre con l’Unitus
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Dal 13 al 15 giugno, Bolsena ospita la 27ª Festa delle Ortensie, inaugurata per la prima volta dal Dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia, simbolo di rinascita dopo l’incendio del 4 giugno. La manifestazione celebra la floricoltura e il legame tra ricerca e territorio.

BOLSENA – Dal 13 al 15 giugno, la cittadina lacustre ospita la tradizionale Festa delle Ortensie, appuntamento tra i più attesi del panorama florovivaistico della Tuscia. L’edizione 2025 si apre con una novità importante: per la prima volta la madrina della manifestazione sarà l’Università della Tuscia, rappresentata dal Dipartimento di Scienze Agrarie e Forestali (DAFNE).

Una scelta anche simbolica che arriva a pochi giorni da un evento drammatico: lo scorso 4 giugno, un incendio ha colpito la sede del dipartimento nel polo del Riello a Viterbo, causando gravi danni ai laboratori. Le fiamme hanno compromesso anni di ricerche, ma non la determinazione della comunità accademica, che oggi rilancia il proprio impegno proprio da Bolsena.

Un segnale di rinascita

Commovente la cittadinanza che si è stretta all’Università e da oggi anche le realtà limitrofe voglio dare il proprio sostegno. La presenza del DAFNE alla festa vuole essere un segno di rilancio. L’apertura ufficiale è prevista per domani, venerdì 13 giugno alle ore 12:00, con la partecipazione del Pro-Rettore vicario prof. Alvaro Marucci, e dei professori del DAFNE Maria Nicolina Ripa, Giuseppe Colla e Raffaele Cortignani, quest’ultimo anche responsabile scientifico dell’accordo quadro tra l’Università della Tuscia e il Comune di Bolsena.

Per la prima volta, il mondo della ricerca agraria apre la Festa delle Ortensie, giunta alla sua 27esima edizione. La manifestazione dedicata alla floricoltura e al paesaggio, sottolinea l’importanza della collaborazione tra università e comunità locali. Oggi più che mai.

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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