Bolsena, immersione al tramonto tra i reperti etruschi. Successo per la serata subacquea al Gran Carro
Gran Carro
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Grande successo per la prima apertura serale del percorso subacqueo al Gran Carro di Bolsena, tra reperti illuminati e partecipazione entusiasta di sub, snorkelisti e istituzioni. Prossimo appuntamento il 27 luglio, con possibile replica serale.

BOLSENA – Nonostante un lago un po’ agitato e una visibilità non del tutto ottimale, l’apertura straordinaria serale del percorso subacqueo al Gran Carro di Bolsena è stata un vero successo.

Sub e snorkelisti hanno nuotato sotto il cielo del tramonto per osservare, a pochi metri di profondità, i reperti archeologici illuminati ad arte, creando un’atmosfera da documentario. L’esperienza ha coinvolto anche i più “terrestri”, grazie all’imbarcazione con fondo trasparente, accesa e suggestiva come un’installazione luminosa galleggiante.

In muta e con spirito sportivo, non è mancata la partecipazione del Sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte e della sua giunta: tutti in acqua, maschera e pinne d’ordinanza, per non perdersi il battesimo di questa novità culturale e turistica. Un gesto simbolico ma anche concreto, che testimonia l’impegno dell’amministrazione nel valorizzare un patrimonio unico nel suo genere.

Ad accompagnare il pubblico in questa immersione tra storia e natura, lo staff del Servizio di Archeologia Subacquea, Barbara Barbaro, Egidio Severi, Massimo Lozzi, Maria Bruno e Dario D’Amico, affiancati dai Carabinieri subacquei di Roma e dalla motovedetta della stazione di Montefiascone, per garantire sicurezza e supporto durante tutta la serata.

E dopo la cultura, la cena. Prossimo appuntamento: sabato 27 luglio, al mattino e, tempo permettendo, anche di sera.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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