Bolsena, al via la due giorni di pittura e fotografia "Punti di vista"
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BOLSENA- Al via la mostra che si terrà sabato 4 e domenica 5 settembre nella Sala Cavour

BOLSENA-Nei giorni di sabato 4 e domenica 5 settembre presso la Sala Cavour di Bolsena si terrà una mostra di pittura e di foto con la presenza dei tre autori.

“Punti di svista” è il titolo scelto per questo evento organizzato dalla Sezione Culturale del Club Idrovolanti Bolsena “La Fenice” con il patrocinio del Comune di Bolsena, della ProLoco e del Club per l’Unesco Viterbo Tuscia.

“Punti di svista”, il titolo di questa tripla personale, è qualcosa di più che un gioco di parole: allude alle “diverse” modalità visive adoperate dall’arte nella lettura della realtà. Non esiste un filtro unico e ordinario per significare ciò che ci circonda, ma certamente l’artista ne utilizza uno fuori norma.

La figurazione artistica non ama la visione definita e univoca, preferisce la percezione strabica e il senso afferrato con la coda dell’occhio. La verità, sia pure parziale e aleatoria, si annida negli angoli laterali dello sguardo; in questo senso, non ingannino alcune foto panoramiche di Carbone: gli elementi più eloquenti, spesso, sono i meno lampanti.

Del resto, Giovanni Carbone, propone immagini che mai eccedono in magniloquenza o facile lusinga, sono il frutto e il distillato di un vissuto costruito sulla contemplazione e la ricerca di un’anima dentro cose.

Alterata, nei suoi “punti di Svista”, è anche la figurazione pittorica di Sergio Poddighe. La sua realtà, manipolata e ricostruita in studio, ci mostra il disagio di vivere in chiave vagamente surreale. Lo fa mettendo al centro dell’attenzione l’uomo e la sua impossibilità di trovare un accettabile equilibrio interiore.

Nessuna rassicurazione o sollievo può venire dalla sua poetica figurativa, piuttosto una destabilizzazione emotiva utile, forse, a chi si interroga sul senso profondo della vita.

La pittura di Jean Townsend, ancora, non è semplicemente riproduzione schematica del bello reale, è intrisa di colori, mostra figure e oggetti che soltanto lei riesce a rappresentare in un modo avvincente, elegante nel suo insieme e, ancor più, pieno di originalità.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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