
Gli ultimi dati riguardanti le spese nelle bollette di luce e gas delle famiglie italiane sono abbastanza incresciosi: stando a quanto riportato dall’Istat, rispetto a due anni fa il rialzo delle tariffe di luce e gas dovuti alla crisi ha avuto un serio impatto sulle già delicate situazioni economiche delle famiglie, rivoluzionando le spese e portando molte persone ad effettuare un accurato bilancio sulla gestione dei costi da sostenere.
Prima di passare ad alcuni consigli per gestire il bilancio familiare, facciamo però una panoramica su quanto le famiglie italiane hanno speso in più per le bollette rispetto al 2020.
Bollette 2022: quanto hanno speso gli italiani?
A causa dello scoppio della crisi energetica direttamente proporzionale alla guerra in Ucraina e alle conseguenti sanzioni impartite alla Russia, le famiglie italiane sono arrivate a spendere circa 2030€ in più su luce e gas rispetto al 2020, anno in cui la spesa media annuale per famiglia era di circa 1410€, con un ammontare totale di circa 36 miliardi di euro spesi per sostenere le utenze.
Confrontando i dati con quelli del dicembre 2020, si evince che i prezzi della luce hanno subito un aumento del 243%, per un aggravio di circa 1260€ annui per famiglia; il prezzo del gas, dal canto suo, è aumentato dell’82,5% a fronte di 775€ in più sulle spese familiari.
Non solo luce e gas, anche le fonti energetiche alternative hanno subito degli aumenti non indifferenti: basti pensare al rincaro del 175% del pellet, del 43% del legno e del 18,6% del gasolio da riscaldamento. Tutti questi dati hanno naturalmente portato molte famiglie ad attuare diverse metodologie di gestione del bilancio familiare. Ma qual è la soluzione migliore per bilanciare entrate ed uscite?
Come gestire il bilancio familiare
Effettuare un accurato bilancio familiare può essere la chiave per monitorare costantemente le spese evitando che vadano al di sopra delle entrate e facendo sì che si possa risparmiare il più possibile per i progetti futuri.
A questo riguardo, una delle regole maggiormente utilizzate è quella del 50-20-30: di cosa si tratta?
Sostanzialmente, è una tecnica che permette di realizzare il proprio libro contabile grazie al quale individuare le spese non necessarie per tagliarle e generare un risparmio degno di nota.
La sua denominazione deriva dalle percentuali stabilite nella distribuzione del proprio budget familiare: il 50% del reddito dovrebbe essere destinato alle spese essenziali (come l’affitto, le rate del mutuo, le bollette o i trasporti obbligatori), il 20% dovrebbe rappresentare il risparmio e il 30% dovrebbe essere utilizzato per le spese non primarie (come gli hobby, le vacanze o l’acquisto di prodotti non appartenenti ai beni di prima necessità).
Tuttavia, oltre a seguire questa regola, si suggerisce anche di cambiare il proprio fornitore energetico. Passando, infatti, a operatori VIVI energia, ad esempio, si avrà la possibilità di risparmiare sui costi in bolletta e avere più budget a disposizione per affrontare le altre spese mensili. Così facendo, ci si potrà permettere anche qualche sfizio in più, se la situazione lo permette.
Ad ogni modo, per riuscire ad applicare la regola del 50-20-30 è doveroso innanzitutto definire il proprio budget mensile facendo una media delle entrate e delle uscite. Ogni percentuale è flessibile, ma non dovrebbe comunque essere radicalmente variata; cercando di rispettare le proporzioni prefissate adattandole alle proprie esigenze potrebbe essere la chiave per gestire il bilancio familiare in modo ottimale.

















