'Blera Real', tutto il fascino di un territorio che è una miniera di tesori
S. Vivenzio
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BLERA - Blera è stata simbolicamente incoronata nel 1956 dal re di Svezia Gustavo VI Adolfo (peraltro cittadino onorario del posto) per le sue inestimabili miniere archeologiche. 

BLERA – “Blera Real” ai pomeriggi del Touring Club. Perché Real? Innanzitutto perché Blera è stata simbolicamente incoronata nel 1956 dal re di Svezia Gustavo VI Adolfo (peraltro cittadino onorario del posto) per le sue inestimabili miniere archeologiche. 

Poi perché produce un olio extravergine di eccellenza tra i più stellati d’Italia. Ed anche perché fa pascolare allo stato brado, nelle sue campagne da far west, cavalli, bovi, vacche e giovenchi, ultimi
esemplari di una razza nostrana in via di estinzione. Da ultimo poiché vanta il primo vescovo della Tuscia nominato da Leone magno nella metà del V sec., tale Vivenzio nativo di Blera, vittima tra l’altro di una calunnia dei suoi parrocchiani che lo accusarono ingiustamente di fornicazione.

Per farsi perdonare della vile maldicenza, i blerani si fanno ogni anno 24 chilometri di pellegrinaggio “riparatore” tra andata e ritorno a piedi (anche nudi) per due volte (Pasquetta e seconda domenica di maggio), guidati dalla confraternita del Gonfalone e San Vivenzio, al suo eremo nelle boscaglie di Norchia dove il povero vescovo stette in esilio sette anni per la vergogna, per espiare e perdonare.

Questo ed altro ce lo raccontano venerdì 29 marzo a palazzo Brugiotti di Viterbo ore 16,30, Giuseppe Lattanzi, Luciano Santella e Giovanni Monaci priore della Confraternita depositaria tra l’altro di antichi riti legati al patrono San Vivenzio ed alle liturgie locali.

I Pomeriggi sono promossi dal consolato di Viterbo del Touring Club guidato da Vincenzo Ceniti, col patrocinio della Fondazione Carivit e la lo collaborazione di Fidapa e Associazione
Nimpha.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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