Blackout a Mammagialla, Battistoni: "Si intervenga per risolvere la situazione dell'impianto d'emergenza"
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VITERBO - "Rivolgo quindi questo interrogativo al management del Mammagialla, al Direttore D'Andria, al Comandante Capo Bologna ed al Ragioniere capo Bracoloni, che, trattandosi di emergenze, dovrebbero avere il potere e l'interesse di risolvere questo increscioso stallo, che mette a repentaglio la sicurezza di chi vive l'istituto, oltre a non garantirne i diritti fondamentali".

VITERBO – Blackout a Mammagialla, un fatto increscioso e carico di rischi. Sull’accaduto dello scorso 28 luglio interviene il senatore viterbese di Forza Italia Francesco Battistoni che lancia un appello ai vertici dell’istituto affinché vengano risolti i problemi all’impianto d’emergenza che non riceve manutenzione da dieci anni.

“Ritengo sia doveroso dar voce al disperato appello dei rappresentanti dell’istituto carcerario Mammagialla di Viterbo, per quanto accaduto all’interno dello stesso, il 28 luglio scorso. A seguito dell’interruzione della corrente elettrica, causata dal maltempo, oltre a diverse utenze private, è rimasta isolata anche la casa circondariale in questione, divenendo teatro di atti di rivolta da parte dei detenuti, gettati nel panico e nel disagio insieme agli operatori di vigilanza – così Battistoni -.

La domanda però è sempre la stessa: poteva essere evitato? Sembrerebbe di sì. Lo stesso episodio, infatti, era accaduto appena 8 mesi fa, rendendo evidenti le conseguenze critiche di eventi come questo all’interno dell’istituto, che, pur disponendo di generatori ausiliari, come richiede la normativa, non sono potuti entrare in funzione (anche questa volta), poichè non manutenuti da oltre 10 anni e quindi inagibili.

Rivolgo quindi questo interrogativo al management del Mammagialla, al Direttore D’Andria, al Comandante Capo Bologna ed al Ragioniere capo Bracoloni, che, trattandosi di emergenze, dovrebbero avere il potere e l’interesse di risolvere questo increscioso stallo, che mette a repentaglio la sicurezza di chi vive l’istituto, oltre a non garantirne i diritti fondamentali”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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