
Prosegue la guerra sulle firme contro Carlo Mancini. Daniela Bizzarri tirata in ballo dallo stesso segretario “sfiduciato” da 225 persone, anche se le procedure prevedono altri metodi, replica alle dure parole di Mancini che aveva messo in dubbio la veridicità delle stesse firme e accusato il proprio vice Agostino Veruschi e la consigliera Daniela Bizzarri di essere una delle menti che avevano partorito l’operazione considerata da Mancini “un atto intimidatorio”. Daniela Bizzarri ha replicato questa mattina a Radio Verde alle parole di Mancini.
Le firme sono un attacco politico?
“Innanzitutto è stata la mail mia, la lettera era di Agostino Veruschi. Non sono l’artefice di nessun complotto e poi la convocazione di Mancini non è sta corretta, andava mandata una lettera a casa”.
L’Unione non fa la stessa cosa?
“L’Unione è di 44 persone, mica di 375 come sono gli iscritti del Circolo di Viterbo. È molto diverso. Per raggiungere tutti devi mandare una lettera alle persone delle quali non hai l’indirizzo email o il numero di telefono. Per aver detto questo, mi viene detto che devo essere allontanata dal partito, ma scherziamo? Da una persona, tra l’altro, che ho curato come un figlio nel partito perché si sentiva emarginato”.
Prima della sua intervista, ci sono state le firme e i titoli del Corriere di Viterbo che parla di “testa caduta” del segretario: ma la testa è caduta o no?
“No, non è caduta. Ma se lo scrivono non è colpa mia”.
Assolutamente. Ma le 225 firme Mancini sostiene che queste firme hanno delle anomalie, ad esempio Stefania Greto, segretaria di Bagnaia che firma..
“Il Circolo è chiuso a Bagnaia quindi fa riferimento a quello di Viterbo. Comunque anche se avesse ragione Mancini, allora sono 224 firme, cosa cambia?”
Lui dice che gli è venuto il dubbio che ci fosse qualcosa di anomalo e ha visto firme che non si somigliano tra quelle arrivate e quelle che aveva sullo statino del tesseramento, quindi vuole verificare che siano vere.
“Probabilmente qualcuno non poteva muoversi per andare a firmare, ma raggiunto telefonicamente ha espresso la volontà di firmare. Se a Mancini non gli torna, facesse quello che vuole. Ma non può prendersela con me”.
La mail da cui è stato inviato il comunicato era dal suo indirizzo..
“Veruschi non poteva mandare una mail, dov’è il problema?”
Cosa vuole dire a Mancini?
“Non può permettersi di usare quei toni”.
Perché non vi incontrate e non vi parlate nel partito?
“L’unico problema che ha Mancini è che non risponde mai al telefono”.


















