Bivacchi nei boschi della Tuscia, diverse le segnalazioni dei raccoglitori di funghi: "E' uno scempio e abbiamo paura degli spacciatori"
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La pericolosità dell'esistenza di queste piazze di spaccio, non sappiamo se attivo o abbandonate perché chi ce ne ha parlato non ha (fortunatamente) visto nessun uomo lì presente, è lampante. Un incontro, nel bosco, tra chi va a funghi e gli spacciatori potrebbe trasformarsi in una gran brutta esperienza. 

VETRALLA (Foto del 20 dicembre scorso quando i Finanzieri scovarono una piazza di spaccio a Monte Fogliano) – Nonostante il lavoro impagabile delle forze dell’ordine i boschi della Tuscia continuano a essere utilizzati come piazze di spaccio. In questi giorni dove gli appassionati della raccolta di funghi stanno frequentando in maniera importante le macchie viterbesi sono diverse le segnalazioni al nostro giornale di “bivacchi” trovati nella boscaglia.

Le segnalazioni che abbiamo raccolto arrivano dal Vetrallese, nello specifico da Monte Fogliano a qualche chilometro dalla chiesa di Sant’Angelo, e dalle zone di Latera. La scena che i raccoglitori di funghi si trovano davanti è sempre la stessa. “Stavamo camminando nel bosco a Monte Fogliano, quando all’improvviso abbiamo trovato decine di bottiglie di plastica vuote tutte ammassate in un punto – raccontano -. Siamo rimasti sdegnati e parlando ci siamo chiesti quale incivile avesse potuto gettare così tante bottiglie in quel punto e soprattutto perché. Dopo pochi metri invece abbiamo avuto paura: materassi, coperte, sedie. Un vero e proprio accampamento nel fitto del bosco. Abbiamo collegato subito che potesse essere una delle tante piazze di spaccio di cui si è molto parlato negli ultimi mesi. Con grande paura e con il dubbio che potesse esserci qualcuno appostato tra gli alberi siamo andati via velocemente da quel punto. Dallo spavento non siamo riusciti neanche a fare delle foto. Immaginate una ventina di metriquadri pieni di materassi e oggetti di ogni tipo. Qualche centinaia di metri prima, forse un chilometri prima, ma più vicino alla strada avevano trovato ugualmente un mucchio di bottiglie di plastica vuote e un telo verde. Avevamo pensato a dei cacciatori”.

Da Latera il racconto è simile ma si aggiunge di un particolare: “C’erano anche delle cassette di acqua, confezioni da sei. Per forza è roba collegata alle piazze di spaccio. Chi si carica nove chili di acqua nel bosco per chilometri? Per fare cosa?”.

La pericolosità dell’esistenza di queste piazze di spaccio, non sappiamo se attivo o abbandonate perché chi ce ne ha parlato non ha (fortunatamente) visto nessun uomo lì presente, è lampante. Un incontro, nel bosco, tra chi va a funghi e gli spacciatori potrebbe trasformarsi in una gran brutta esperienza.

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