Bilancio, salta il consiglio perché la maggioranza non c'è. Minoranze infuriate: "Buffoni, a casa, fate vomitare" (il video)
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Tutto come da indiscrezioni, a Palazzo dei Priori manca il numero legale e salta il consiglio sul bilancio. Le minoranze picconano Michelini.

Alla fine il numero legale è mancato davvero, così come da indiscrezioni. A vuoto il doppio appello del presidente del consiglio Marco Ciorba: il primo alle 15,30, l’altro alle 16,25. In aula mancano gli uomini della maggioranza, anche se in diversi erano in giro per i corridoi e non si sono affacciati nell’aula d’Ercole. Tanto che le opposizioni “malignano”: “Hanno voluto far saltare il consiglio perché non sanno dove andare a parare”.

C’è chi si augura “un commissario prima di Santa Rosa, così risolviamo anche le questioni con i facchini”. E’ il caso di Gianmaria Santucci. Ma c’è anche chi non l’ha presa troppo bene e ha perso un po’ quello che i britannici chiamano self control. E’ questo il caso di Claudio Ubertini che, senza pensarci troppo, ha detto “sul muso” a Leonardo Michelini cosa pensa dell’attuale amministrazione di Palazzo dei Priori: “Fate vomitare”. Della serie “prendi su e porta a casa”.

E Michelini gli ha pure risposto: “Io sono qui, io ci sono”. Fatto diventato oggetto di altri ricami nel corso della conferenza stampa, convocata all’impronta dalle opposizioni nella sala regia. Prima di lasciare la sala affrescata del consiglio sono partiti anche i coretti: “A casa, a casa”. Capo ultrà Luigi Buzzi. Poi si è andati oltre: “Buffoni, buffoni”. Alla ola si sono uniti anche alcuni genitori arrivati a palazzo nella speranza di veder parlare di mense.


La conferenza stampa

Apre la connessione Ubertini: ”Hanno superato il limite. Raccontano solo favole, come quelle raccontate sulle mense ai genitori. Fanno vomitare”. Tanto per essere chiari è sempre bene rimarcare i concetti.

Palla a Buzzi: “Dimostrano di disprezzare le istituzioni. Alcuni di loro, anche se presenti, non sono entrati in consiglio. Non l’hanno voluto affrontare. Mi auguro che la città li mandi a casa”.

A centrocampo c’è Santucci che prende il cross e manda la palla in rete: “Sarebbe bello che a Santa Rosa ci fosse il commissario, così sarebbe risolto anche lo strappo con il Sodalizio”. Della serie: due piccioni con una fava.

Il pentastellato De Dominicis tenta la giocata di fino, tira fuori una notizia e si chiede: “La prefettura di Roma ha inviato una diffida a tutti i comuni che non hanno ancora approvato il bilancio a provvedere entro 20 giorni. Ha fatto lo stesso anche il prefetto di Viterbo?”. Marini ripete l’azione: “Hanno preso in giro anche il nostro prefetto. Avevano garantito che ci sarebbe stato il consiglio, ora l’hanno messa in difficoltà”.

In campo anche Sergio Insogna e Francesco Moltoni. In teoria in maggioranza, in pratica alle prese con le prove tecniche di minoranza. E Insogna entra in scivolata: “Meno male che risiedo a Vitorchiano, questo sindaco non l’ho votato”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
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“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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