
Il bilancio 2015 passerà alla storia perché di “lacrime e sangue”, ma anche per i malcontenti che il documento di previsione sta generando all’interno del consiglio comunale. Quasi fisiologici quelli delle minoranze, più preoccupanti quelli degli stessi consiglieri “micheliniani”.
E il clima pesante che si respira è venuto fuori tutto durante la riunione di maggioranza di lunedì pomeriggio. Primo focus sui presenti o meglio sugli assenti. All’appello mancavano Sergio Insogna e Francesco Moltoni. Motivo? Non invitati. E questo la dice lunga sull’atteggiamento che i due, con ogni probabilità, andranno ad assumere in sede di voto in consiglio del bilancio stesso.
Ma il proprio disappunto Insogna l’ha palesato anche ieri mattina, in apertura della seduta fiume della seconda commissione. Per Insogna è assurdo come si sta procedendo: “Si sta affrontando il bilancio cominciando dalla fine, ossia dall’approvazione delle delibere sulle aliquote. Perché andiamo a chiedere più soldi ai viterbesi? A cosa serviranno? Decidere senza sapere questo è una prassi che non si è mai vista”. Contrario anche Marco Volpi, pezzo della componente “serra-panunziana” della maggioranza. Tanto il primo quanto il secondo consigliere, entrambi membri della seconda commissione, sono usciti dall’aula al momento dei voti sugli aumenti delle aliquote.
Ma non sarebbero gli unici due in fibrillazione. E i mal di pancia sono venuti fuori chiaramente durante la riunione di maggioranza. Qui la linea su cui è stato impostato il discorso è la seguente: “In questo bilancio non possiamo fare molto, gli aumenti indicati servono a coprire i buchi”. In poche parole sembrerebbe che il bilancio 2015 più che un atto politico debba essere un atto ragionieristico.
Lettura dello stato delle cose che però ha continuato a non convincere tutti i consiglieri. Così è scattata la seconda spiegazione, decisamente più convincente: “O si vota il bilancio o si va a casa”. E proprio questa sembra essere la spiegazione destinata a convincere di più sul perché alzare la mano al momento giusto.

















