Bilancio Palazzo dei Priori, stasera passaggio interno al Pd. Tutto liscio, ma pochi sorrisi
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Stasera il documento più importante, quello chiamato a decidere dove allocare le risorse dell'anno, sbarca all'interno dell'assemblea dell'unione comunale del Pd. Come andrà? Prevedibile tutto liscio, ma con pochi sorrisi.

Bilancio 2014, stasera il documento approda all’interno dell’unione comunale del Pd. L’organo che racchiude tutti i circoli del partito di Viterbo (dal circolo uno della città a quelli delle frazioni) si riunisce per essere informato sui contenuti dell’importante documento ed esprimere un proprio parere. Appuntamento fissato per le 18 presso la segreteria provinciale di via Polidori.

 

Si tratta di un passaggio significativo, perché il Pd è il partito di maggioranza relativa dell’amministrazione targata Leonardo Michelini. L’argomento è piuttosto spinoso. Giusto ieri un consigliere del Pd, al secolo Marco Volpi, a una domanda durante la trasmissione Sbottonati (su Radio Verde) proprio sul bilancio ha risposto così: “Chi l’ha visto?”. Il documento è in lavorazione da parte dell’assessore preposto Luisa Ciambella. Non mancano le critiche da parte dell’opposizione. La più gettonata è: “Avevano detto che lo avrebbero approvato a febbraio, qui finisce che tutto slitta a dopo Santa Rosa”.

 

C’è poi tutta la situazione dei mal di pancia dei consiglieri delle frazioni, che vorrebbero maggiori risorse impiegate su queste periferie del capoluogo della Tuscia. All’interno del partito l’atmosfera non è delle migliori. C’è l’imbarazzo dei tempi di approvazione, anche se il sindaco ha messo un bollino: “Lo approviamo prima delle vacanze estive”. C’è malumore perché in pochi sembrano avuto l’onore di avere copia del documento. Alla fine il partito troverà una quadra, questo è dato per scontato, ma le facce non saranno sorridenti.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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