
6 sedute di consiglio per arrivare all’approvazione, il 31 agosto come fischio finale, 8mila emendamenti, il numero legale di 18 (17 consiglieri più il sindaco da mantenere), 3 minuti d’intervento possibile per ogni consigliere su ogni singolo emendamento discusso, un minuto a testa per le dichiarazioni di voto.
L’approvazione del bilancio 2015 è tutta una questione di numeri, come sempre ma anche più di sempre. Nonostante questo quadro complicato la maggioranza si è presentata piuttosto serena alla riunione dei capigruppo di ieri, riunione a cui si sono presentati anche 4 capigruppo delle minoranze su cinque. Presenti Luigi Buzzi per Fratelli d’Italia, Claudio Ubertini per Forza Italia, Chiara Frontini di Viterbo2020 e il Cinque Stelle Gianluca De Dominicis.
E la cosa che più ha spiazzato gli oppositori è stata proprio la tranquillità degli uomini di Michelini. Il sindaco ha rimarcato alle opposizioni l’apertura al dialogo, annunciata nelle scorse ore attraverso i giornali.
Di fatto tutta la partita si gioca sugli emendamenti. Ancora sono in corso i pareri di legittimità, ne mancherebbero al vaglio circa 2500. E, a detta dei bene informati, proprio questo ritardo sui pareri di legittimità sarebbe stata la vera ragione che ha fatto saltare il consiglio del 20 agosto.
Proprio sugli emendamenti sono possibili due vie: gli accorpamenti, già visti sulle aliquote; e “la tagliola”, cioè la decadenza in blocco. Questa seconda strada però appare molto improbabile perché difficilmente applicabile nel pieno rispetto delle norme.
Da qui nasce lo stupore per la serenità della maggioranza. Infatti dal punto di vista dei tempi la presentazione di 8mila emendamenti è di fatto il Vietnam, promesso dopo il “consiglio delle 30 ore” dalle opposizioni.
Anche se si riuscisse ad accorparli in gran numero e si arrivasse a un totale di mille, considerando i tre minuti di intervento su ognuno e il minuto per le dichiarazioni di voto è lapalissiano che si impiegherebbe almeno mezz’ora di discussione all’uno. Un tempo che farebbe sforare la data del 31 agosto. Il rischio impaludamento è quindi altissimo.
L’unica via possibile sembra essere quella del dialogo con le opposizioni, per ridurre la discussione a pochi emendamenti di sostanza. Da qui il ponte lanciato da Michelini. Ma nell’aria c’è la sensazione che la maggioranza abbia qualche asso nella manica.


















