Bilancio, i capigruppo di maggioranza al lavoro su un maxiemendamento per dare un'anima al documento
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VITERBO - La prossima settimana sarà quella calda, dove giovedì 11 si entrerà nel vivo della discussione di consiglio. Arena e i suoi contano di chiudere la partita al massimo entro lunedì 15 aprile, in tempo utile per rispettare di qualche giorno l'ultimatum fissato dal prefetto Giovanni Bruno.

VITERBO – Bilancio, i capigruppo di maggioranza stanno lavorando su un maxiemendamento da presentare lunedì mattina, giorno fissato per la consegna negli uffici.

La prossima settimana sarà quella calda, dove giovedì 11 si entrerà nel vivo della discussione di consiglio. Arena e i suoi contano di chiudere la partita al massimo entro lunedì 15 aprile, in tempo utile per rispettare di qualche giorno l’ultimatum fissato dal prefetto Giovanni Bruno.

Il maxiemendamento è la mossa della maggioranza per dare un’anima politica a un documento di bilancio che si presenta freddo. Una natura, quella attuale, figlia del contesto in cui l’assessore Enrico Contardo è arrivato a chiuderlo. 

Sostanzialmente nel bel mezzo della crisi più dura vissuta dall’amministrazione Arena, con gli assessori di Fratelli d’Italia – Marco De Carolis e Laura Allegrini – dimessi dalla giunta. 

Le forze del centrodestra puntano a spostare importanti fondi sugli
investimenti e a rimodulare i vari capitoli della spesa corrente. 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti mediante microtelecamere collegate al nervo ottico. Si va verso un uomo sempre più cibernetico? Fino all’estremo: perché per ora l’unico organi insostituibile appare il cervello… dove si formano i nostri pensieri e conserviamo il senso della nostra identità…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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