
Marco Ciorba è entrato nella storia di Palazzo dei Priori perché il più giovane presidente del consiglio di sempre. Ma in questi due ultimi giorni ha conquistato un nuovo primato. E’ il presidente che ha retto il consiglio più lungo di ogni tempo.
30 ore, tanto è durato il braccio di ferro tra maggioranza e opposizione nella seduta del consiglio comunale convocata in data 30 luglio per votare le aliquote del bilancio. Tradotto per i comuni mortali: le tasse.
Si è iniziata la discussione dalla voce entrate. Questo perché le aliquote, per una norma nazionale, dovevano essere approvate entro il 30 luglio. Non averlo fatto avrebbe determinato il mantenimento delle vecchie aliquote, il che visto dagli occhi di chi quelle tasse dovrà pagarle non sarebbe stato poi tanto male.
Ma agli occhi dell’amministrazione Michelini sarebbe stato un problema, perché non avrebbe permesso di coprire le poste di spesa dall’altra parte del fiume, e quindi abbiamo assistito al consiglio comunale più lungo del mondo. Convocato per le 15,30 di ieri non si è fermato mai, attraversando l’intera notte tra il 30 e 31 luglio e sfociando fino alle 21,30 di questa sera.
4 milioni di tasse sono stati approvati. Il 20 agosto scopriremo a cosa serviranno. E proprio questa impostazione non ha convinto l’opposizione e in realtà ha fatto storcere il naso anche a qualche consigliere micheliniano. Alla fine però, la paura di andare a casa, ha compattato la maggioranza.
E la maggioranza ha vinto, con i numeri e con la capacità di mantenerli, l’ostruzionismo sfinente dell’opposizione con i suoi circa 10mila emendamenti presentati. Emendamenti che non ha mai votato ma che sono stati un buon mezzo per cercare di sfinire i consiglieri di Michelini.
Di fatto la partita non è ancora chiusa. Martedì il bilancio “lato B”, ossia le poste di spesa, arrivano in commissione. Poi il 20 agosto arriverà in consiglio. Le minoranze sono avvelenate e lamentano una serie di forzature su norme e interpretazioni delle quali intendono chiedere ragione al prefetto e poi al Tar.
A Palazzo dei Priori s’è rotto qualcosa e il futuro rischia di essere minato, meglio: un campo minato. Rispetto allo scorso anno le minoranze si presentano compatte. Nel 2014 si spaccarono con Frontini e De Dominicis che fecere gruppo a sé ritirando gli emendamenti. Pare che le rassicurazioni avute dalla maggioranza in cambio si siano rivelate in seguito solo belle parole.


















