Bilancio, Cinque Stelle: "A Roma approvato a gennaio, A Viterbo "i professionisti della politica" lo voteranno a maggio"
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"Abbiamo anche ritenuto opportuno informare Sua Eccellenza il Prefetto di Viterbo sul mancato rispetto delle tempistiche di legge sollecitando, qualora lo ritenga necessario un suo intervento in merito ritenendo che il rispetto del mandato che i cittadini ci hanno conferito sia da anteporre a qualsiasi altra considerazione politica o personale". Così i pentastellati.

“Abbiamo più volte ribadito come non riteniamo giusto che i problemi di questa maggioranza, ormai endemici, determinino ritardi e immobilismo dell’amministrazione. Eppure ancora una volta ci troviamo costretti a rilevare l’inadeguatezza della giunta e della maggioranza che la sostiene che a oggi non solo non ha ancora approvato il bilancio di previsione 2017, il cui termine ultimo era previsto, lo ricordiamo per il 31 marzo, ma addirittura come le sedute previste dalla capigruppo portino l’approvazione del documento addirittura al 4 maggio”. Commentano così i Cinque Stelle il calendario delle sedute di consiglio per arrivare al voto sul bilancio di previsione 2017.

“Non possiamo non ricordare come il comune di Roma abbia espletato tale compito, malgrado problemi ben più gravi di quelli del nostro comune, a gennaio pur essendo guidato da quelli che alcuni definiscono gli “incompetenti” della politica – continuano -. 

Non possiamo nemmeno non rilevare come il procrastinarsi delle date dei lavori non sia imputabile a gravi e oggettivi impedimenti ma a considerazioni politiche che non ci sentiamo di condividere e a cui ci siamo opposti con il voto contrario del nostro portavoce in conferenza dei capigruppo.

Abbiamo anche ritenuto opportuno informare Sua Eccellenza il Prefetto di Viterbo sul mancato rispetto delle tempistiche di legge sollecitando, qualora lo ritenga necessario un suo intervento in merito ritenendo che il rispetto del mandato che i cittadini ci hanno conferito sia da anteporre a qualsiasi altra considerazione politica o personale”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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