Bilancio approvato, ora Frontini deve parlare il linguaggio dei fatti
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VITERBO - Per il sindaco Frontini si apre la stagione in cui parlare con il linguaggio dei fatti, sapendo di essere accerchiata da vecchie dinamiche e con un occhio attento ai camaleonti pronti a cambiare a ogni giro colore di pelle per continuare a fare quello che hanno sempre fatto. E proprio lì che potrebbero annidarsi le maggiori insidie. La maggiore quantità di sabbia. 

VITERBO – Che l’amministrazione Frontini possa riuscire a portare a casa risultati è un qualcosa che ogni viterbese dovrebbe augurarsi. Se riuscirà a farlo è tutto da vedere. Il bivio che ha davanti porta o al solito “minestrone di galleggiamento” o in alternativa a un approccio programmatico. 

Più ci sarà programmazione e più la città riuscirà a uscire dalla sabbia che la tiene ferma al palo. Il problema è però la quantità di sabbia dentro ognuno di noi. E ce n’è sicuramente dentro Chiara Frontini e dentro gli uomini e le donne della sua maggioranza. Quando iniziò questa nuova amministrazione scrivemmo una lettera al sindaco per chiederle di “governare contro la città” i primi anni del mandato. Questo perché la politica che guarda al consenso non riuscirà mai davvero a cambiare una città. Non può cambiarla perché quello che c’è oggi è l’equilibrio di piccoli interessi e rendite di posizione che nessuno vorrebbe mai mettere in gioco. 

Se segui i mille desideri di ognuno non farai altro che sprecare tutte le energie e non farai mai quello che hai in mente. La situazione, quando si parla dell’amministrazione di una città, è poi resa ancora più pesante dalla macchina amministrativa che si ha a disposizione. Anche lì mille posizioni e piccoli “vizi” da non calpestare. Alla fine della fiera le opzioni sono due: fare il meno possibile per evitare continui attriti o andare dritti e cercare di modificare, si spera in meglio, il tutto. 

Questa amministrazione è al suo primo bilancio e forse dentro c’è un’idea di città in embrione. Tutta da vedere quale sarà l’evoluzione e molto dipenderà da quanto sarà il coraggio. Per il sindaco Frontini si apre la stagione in cui parlare con il linguaggio dei fatti, sapendo di essere accerchiata da vecchie dinamiche e con un occhio attento ai camaleonti pronti a cambiare a ogni giro colore di pelle per continuare a fare quello che hanno sempre fatto. E proprio lì che potrebbero annidarsi le maggiori insidie. La maggiore quantità di sabbia. 

 

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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