
VITERBO – Che l’amministrazione Frontini possa riuscire a portare a casa risultati è un qualcosa che ogni viterbese dovrebbe augurarsi. Se riuscirà a farlo è tutto da vedere. Il bivio che ha davanti porta o al solito “minestrone di galleggiamento” o in alternativa a un approccio programmatico.
Più ci sarà programmazione e più la città riuscirà a uscire dalla sabbia che la tiene ferma al palo. Il problema è però la quantità di sabbia dentro ognuno di noi. E ce n’è sicuramente dentro Chiara Frontini e dentro gli uomini e le donne della sua maggioranza. Quando iniziò questa nuova amministrazione scrivemmo una lettera al sindaco per chiederle di “governare contro la città” i primi anni del mandato. Questo perché la politica che guarda al consenso non riuscirà mai davvero a cambiare una città. Non può cambiarla perché quello che c’è oggi è l’equilibrio di piccoli interessi e rendite di posizione che nessuno vorrebbe mai mettere in gioco.
Se segui i mille desideri di ognuno non farai altro che sprecare tutte le energie e non farai mai quello che hai in mente. La situazione, quando si parla dell’amministrazione di una città, è poi resa ancora più pesante dalla macchina amministrativa che si ha a disposizione. Anche lì mille posizioni e piccoli “vizi” da non calpestare. Alla fine della fiera le opzioni sono due: fare il meno possibile per evitare continui attriti o andare dritti e cercare di modificare, si spera in meglio, il tutto.
Questa amministrazione è al suo primo bilancio e forse dentro c’è un’idea di città in embrione. Tutta da vedere quale sarà l’evoluzione e molto dipenderà da quanto sarà il coraggio. Per il sindaco Frontini si apre la stagione in cui parlare con il linguaggio dei fatti, sapendo di essere accerchiata da vecchie dinamiche e con un occhio attento ai camaleonti pronti a cambiare a ogni giro colore di pelle per continuare a fare quello che hanno sempre fatto. E proprio lì che potrebbero annidarsi le maggiori insidie. La maggiore quantità di sabbia.


















