
Bilancio 2015, il buco di tre milioni è stato rattoppato ma nelle casse del Comune ci sono pochi soldi per interventi e azioni sulla città.
Quando non ci sono i fondi muore anche l’azione politico-amministrativa, la litigiosità tra i diversi amministratori aumenta e il clima si fa incandescente. Specie se si deve discutere di queste cose ad agosto.
I tempi tecnici e l’iter
In queste ore si parla tanto di tempi tecnici di approvazione del bilancio, considerando che siamo al 22 luglio e secondo la norma deve essere presentato in consiglio il 30 luglio. L’amministrazione in effetti è in ritardo, come sta accadendo in tantissimi comuni d’Italia. Si sperava nella proroga al 30 settembre ma non sta arrivando e qualora arrivasse con ogni probabilità riguarderebbe solo le città metropolitane. Entro il 30 settembre Viterbo dovrà accontentarsi di votare gli equilibri di bilancio.
A questo punto l’amministrazione punta a mettere all’ordine del giorno dei consigli comunali la discussione del bilancio entro il 30 luglio. Poi avranno 20 giorni di tempo per approvarlo. Qualora non riuscissero nell’impresa arriverebbe il “commissario ad acta”, che approverebbe il bilancio lui per poi riaffidare il comune al sindaco e ai suoi. Ipotesi comunque piuttosto remota.
Per stasera è fissata un’importante riunione di maggioranza, dove inevitabilmente si parlerà di bilancio. Già subito dopo o al massimo domattina si vedrà la giunta per l’approvazione. Quindi l’iter prevede un passaggio in commissione bilancio e la messa all’ordine del giorno della discussione in consiglio comunale, azione che passa per la conferenza dei capigruppo.
I contenuti del documento
Sul piano stretto del documento va registrato che il buco, di cui si parla da tempo, di tre milioni di euro è stato sanato. Due milioni saranno recuperati dai Lavori Pubblici e con la scelta di gestire i primi mesi del 2015 in gestione provvisoria è stato possibile risparmiare circa 600/700mila euro.
Ma oltre a coprire il buco servirebbe qualcosa in più. L’amministrazione punterebbe all’aumento dell’Irpef del 2%, il che equivale a portare nelle casse comunali qualcosa come un milione e 800mila euro. Si sta riflettendo anche su Imu e Tasi. I soldi in cassa a Palazzo dei Priori servono per affrontare tutta una serie di spese fisse: festa di Santa Rosa, Settembre Viterbese, il Natale. Più c’è tutta la partita delle convenzioni con i vari festival: da Caffeina a Quartieri dell’Arte, passando per Medioera e altri. Insomma “manca money”.


















