Tutti gli uomini (e le donne) del Presidente. Bigiotti, Mazzola, Porcari e Marchetti nella lista di Zingaretti
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Prima conferenza stampa di presentazione dei candidati per la lista civica a fianco di Nicola Zingaretti al Caffè Letterario di Viterbo dove, Francesco Bigiotti, Paola Marchetti, Mauro Mazzola e Chiara Porcari hanno esposto in chiare linee guida i propri programmi elettorali e soprattutto le motivazioni che li hanno portati a scendere in campo nella corsa verso la Regione Lazio.

Prima conferenza stampa di presentazione dei candidati per la lista civica a fianco di Nicola Zingaretti al Caffè Letterario di Viterbo dove, Francesco Bigiotti, Paola Marchetti, Mauro Mazzola e Chiara Porcari hanno esposto in chiare linee guida i propri programmi elettorali e soprattutto le motivazioni che li hanno portati a scendere in campo nella corsa verso la Regione Lazio.

“L’obiettivo è costruire una lista che è soprattutto un progetto politico con al centro i territori e con persone che “stanno sul pezzo” e partecipano attivamente alla vita politica della propria regione, ma anche del proprio paese. La sfida è importante: l’eredità è quella di una Regione Lazio offesa da 5 anni di sperperi e ruberie, di opportunismo e poco rispetto per il bene comune, dove la lista civica è lo strumento eletto per ritornare a lavorare tra la gente, il mezzo che riparte dalle fasce di popolazione più colpite e dalle persone che vogliono scrollarsi di dosso gli anni passati”; ha spiegato Giancarlo Torricelli.

“Il coraggio di cambiare le cose” è lo slogan che Francesco Bigiotti, già sindaco di Bagnoregio e promotore di un importante sviluppo turistico e culturale, afferma con fierezza riportando la discussione sulle reali potenzialità della Tuscia, ma anche di tutta la Regione che “non è solo Roma Capitale”. I punti cruciali delle quattro candidature sono argomenti fermi e concreti: la famiglia, il turismo, il sociale, l’associazionismo, la sanità, il ruolo della donna come promotrice di innovazione e la promozione del territorio come bagaglio di valori che rendono la regione Lazio e tutta la Tuscia uno scrigno di inestimabile valore.

Migliorare i servizi, creare occupazione, ridurre le tasse, occuparsi delle famiglie a basso reddito e dei disabili e di tutte quelle situazioni che necessitano di un ulteriore impegno rispetto a quello già intrapreso dall’amministrazione Bigiotti. “La Tuscia deve diventare il giardino d’Italia” afferma ancora Bigiotti che pone l’accento sugli evidenti miglioramenti apportati al territorio della Teverina in questi anni come sindaco: 850mila turisti per Civita di Bagnoregio, il 50% dei quali provenienti dal Nord Europa e dal Sud Est asiatico che hanno scelto la Tuscia come meta privilegiata. Quanto avvenuto nel comune di Bagnoregio può essere il monito per allargare la scala, puntare in alto, verso il vertice europeo. L’apertura della Casa della Salute a Civita di Bagnoregio, la messa a disposizione di mezzi per disabili per arrivare alla “Città che Muore”, l’azzeramento dei pagamenti dei parcheggi e della mensa scolastica per i residenti, l’invio di assegni annuali per i meno abbienti: queste sono le realtà concrete che Bigiotti mette sul tavolo e che intende allargare a ampio raggio nel suo progetto per la Regione Lazio. “Anche noi facciamo le promesse, ma sol dopo averle mantenute”, così chiude il suo intervento il sindaco Bigiotti.

Paola Marchetti e Chiara Porcari rappresentano “la quota rosa” della lista, pongono l’accento sul valore della donna come madre, ma anche come professionista nella pubblica amministrazione e nella sanità. Impiegata, madre, impegnata nel sociale e nel volontariato, da sempre appassionata di politica la prima è medico radiologo dedita alla cura del paziente, ma anche al miglioramento dei servizi e delle professionalità sanitarie la seconda, si mettono in campo per riportare la politica tra la gente, negli ospedali, nelle associazioni, nelle scuole e nei luoghi di aggregazione dove “c’è bisogno di unità e di progetti concreti” come afferma la stessa Chiara Porcari.

Mauro Mazzola, ex sindaco di Tarquinia e presidente della Provincia di Viterbo fino a maggio 2017, si sofferma sull’impegno che questa candidatura comporta, un impegno con la gente e per la gente dove scendere in piazza non significa banalizzare sui temi più scottanti, ma progettare e organizzare un futuro concreto per tutta la collettività.

“La lista civica non è solo luogo delle preferenze, è il mezzo dove si mostra la faccia, il cuore, le gambe e le idee” afferma Massimiliano Smeriglio che lancia la notizia di un assessorato ai piccoli comuni che possa gestire i borghi, le aree interne e le piccole comunità definite come patrimonio da proteggere e preservare.

“Lavorare sulle ricchezze del territorio, sui piccoli festival, aprire hub culturali, mettere le mani dentro ai problemi, toccarli e saperli guardare in faccia mettendo la nostra storia a disposizione di una credibilità riconosciuta” continua Smeriglio “Zingaretti rappresenta una rivoluzione gentile, del lavoro, della famiglia, della risoluzione di problemi concreti che non fa polemiche e costruisce futuro, lavoreremo perché questo avvenga per noi e soprattutto per tutti quelli che vivono il nostro territorio”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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