Bigiotti: “Lago di Bolsena, la tutela della sua salute fondamentale per un vero sviluppo turistico del territorio”
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“Mettere il lago di Bolsena al centro dello sviluppo del territorio della Tuscia e nei pensieri della Regione Lazio. E' questa la chiave per sbloccare una situazione importante per lo sviluppo di buona parte della provincia”. Così Francesco Bigiotti, candidato alle regionali del 4 marzo con Lista Civica Zingaretti Presidente.

“Mettere il lago di Bolsena al centro dello sviluppo del territorio della Tuscia e nei pensieri della Regione Lazio. E’ questa la chiave per sbloccare una situazione importante per lo sviluppo di buona parte della provincia”. Così Francesco Bigiotti, candidato alle elezioni regionali del 4 marzo con Lista Civica Zingaretti Presidente.

Bigiotti ha trascorso diverso tempo, in queste settimane, nei paesi del lago. Lo ha fatto incontrando le persone, in maniera semplice. Ha parlato con i pescatori, con i negozianti, con i ristoratori e i titolari di strutture ricettive. “Il primo tema serio, da affrontare subito, è quello della tutela del lago dal punto di vista ambientale. Ci sono criticità incancrenite per decenni a cui dobbiamo immaginare nuove soluzioni. Oggi le conoscenze, la tecnica ci permettono di intervenire in modi e maniere funzionali e con tempi ragionevoli. Mi candido alla Regione Lazio mettendo questo tra gli obiettivi principali da centrare”.

“Un lago pulito – continua Bigiotti – e in salute è il requisito fondamentale per costruire un sempre più solido sviluppo turistico e per alimentare al meglio l’economia di questa parte fondamentale di provincia. C’è tanto da lavorare e mettere a sistema ma non possiamo perdere ancora tempo. Chiedo a chi ha a cuore il lago di Bolsena di sostenere con forza la mia candidatura. Non è la candidatura di un solo uomo ma quella di un’intera comunità che crede nelle potenzialità di una terra che ha tanto da raccontare”.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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