Bigiotti: "Fare rete per allargare l'offerta turistica è la strada che dobbiamo percorrere"
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BAGNOREGIO - Per Casa Civita un importante risultato raggiunto, nell'anno della candidatura de Il Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Unesco.

BAGNOREGIO – Finanziato il progetto “Discover Tuscia. The secret of Italy.”, presentato a valere sull’Avviso pubblico per la valorizzazione delle Destinazioni Turistiche della Regione Lazio. Capitanato da Casa Civita, in partenariato con i Comuni di Bagnoregio, Vitorchiano, Celleno, Castiglione in Teverina, Bolsena, Graffignano, la Diocesi di Viterbo, il tour operator Tuscia Incantata come Destination Management Company del progetto, le associazioni ProMETEUS, ACAS Il Paese delle Fiabe, Via Francigena in Tuscia, Comunità Narranti, gli operatori dell’accoglienza Castello Costaguti di Roccalvecce e Borgo la Ferriera di Celleno, l’agenzia di comunicazione Majakovskij e la Rete di Imprese di Vitorchiano, si pone un obiettivo ambizioso: promuovere il turismo e valorizzare le eccellenze della Tuscia e della Valle del Tevere attraverso la creazione di una DMO Destination Management Organization, una narrazione inedita basata su un brand forte, uno storytelling originale e la creazione di connessioni tematiche, sia fisiche che narrative, fra i borghi e i luoghi di interesse presenti nell’area.

Per Casa Civita un importante risultato raggiunto, nell’anno della candidatura de Il Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio a Patrimonio Unesco.

“Fare rete per allargare l’offerta turistica è la strada che dobbiamo percorrere – così l’amministratore unico della partecipata del Comune di Bagnoregio Francesco Bigiotti -. Civita, con i successi registrati in questi anni, ha dimostrato nei fatti che lo sviluppo turistico significa lavoro, ricchezza e tutela del territorio. Soprattutto il tema della tutela, dell’accoglienza, della crescita del prodotto turistico sotto il punto di vista delle esperienze da fare diventano centrali e il progetto Discover Tuscia vuole essere un’azione concreta importante anche per costruire una nuova mentalità capace di promuovere le sinergie e superare i campanilismi”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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