Bianchini (Mio):“Locali e ristoranti vanno incontro al fallimento, serve un sostegno economico vero”
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VITERBO - Paolo Bianchini (Movimento imprese ospitalità) chiede un aiuto al parlamento affinché qualcuno si faccia portavoce della questione.

VITERBO – Paolo Bianchini (Movimento imprese ospitalità) chiede un aiuto al parlamento affinché qualcuno si faccia portavoce della questione.

“Le notizie che ci arrivano dagli operatori di tutto il Paese sono tragiche: bar, ristoranti, locali e strutture ricettive non riaprono e se lo fanno lavorano al 10/20 per cento delle loro potenzialità, andando incontro al fallimento.

Questa situazione sta creando drammi anche psicologici e non vorremmo, a breve, dover piangere il gesto estremo di qualche collega privato anche della propria dignità: chi ha il potere di intervenire lo faccia subito, garantendo un sostegno economico vero al settore, o presto potrebbe avere sulla coscienza qualcosa molto di più di grave di un semplice errore di valutazione.

Ascolti i messaggi audio e le telefonate che mii arrivano dai colleghi di ogni parte d’Italia e il contenuto è sempre lo stesso: “Stiamo morendo, non reggiamo la pressione psicologica e non possiamo resistere a queste condizioni. E chi lo fa rischia di finire in mano agli usurai, per non fallire. Comunque, perderà tutto ciò che ha costruito con anni di sacrifici”.

A fronte di un panorama di questo tipo è scandaloso il silenzio del governo, che non ci riceve e non ci ascolta. L’auspicio è che in parlamento ci sia qualcuno che si faccia portatore delle nostre istanze, subito.

Altrimenti, il settore, uno dei motori trainanti del Paese, sarà al collasso. Con danni irreversibili per tutto il sistema Italia”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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