Bernini sull'inquinamento del Freddano: "Pensavo piovesse, non che grandinasse"
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Massimiliano Bernini commenta la situazione del torrente Freddano dopo il sopralluogo effettuato a Castel d'Asso insieme al consigliere comunale Gianluca De Dominicis per vedere ad occhio nudo quello che aveva denunciato qualche giorno fa l’associazione Viterbo Civica.

“Pensavamo piovesse, non che grandinasse”. Massimiliano Bernini commenta la situazione del torrente Freddano dopo il sopralluogo effettuato a Castel d’Asso insieme al consigliere comunale Gianluca De Dominicis per vedere ad occhio nudo quello che aveva denunciato qualche giorno fa l’associazione Viterbo Civica.

“Quello che si è presentato agli occhi dei nostri due rappresentanti è veramente ignobile, uno strato di melma nera, simile a petrolio misto a schiuma, stagna in superficie, ricoperta di insetti morti e un odore nauseabondo di liquami quasi sicuramente fognari, uno spettacolo veramente vergognoso.

Quanto accaduto, purtroppo, potrebbe avere conseguenze gravissime, in quanto il torrente in questione confluisce nell’Urcionio e poi nel fiume Marta che va a sfociare al mare, attraversando terreni agricoli, aree di rilevante interesse ambientale e il fondale compreso tra la foce dello stesso e il torrente Arrone che è un sito di interesse comunitario.

E se questo non fosse sufficiente, il ponte che attraversa il torrente è in stato di abbandono, con assi di legno instabili che rendono l’attraversamento dello stesso un’esperienza non proprio rassicurante.

In attesa dei risultati delle analisi delle autorità competenti, come Movimento 5 stelle, ci attiveremo a livello comunale, regionale e anche nazionale per riuscire a capire cosa sia accaduto, studieremo le strade da seguire per risolvere la situazione e faremo tutto il possibile affinché si crei quella cultura dell’ambiente e per l’ambiente che purtroppo fino ad oggi è mancata”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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