Bernini (Cinque Stelle): "Porteremo i pensionati tartassati, i disoccupati, la gente che lavora per 500 euro al mese nelle istituzioni"
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Da piazza dell'Unità d'Italia è arrivato un segnale piuttosto chiaro sulla sfida delle prossime europee: il movimento Cinque Stelle c'è e intende portare a casa risultati. Anche senza Grillo, il gruppo di pentastellati riesce a riempire la piazza.
Piazza Unità d’Italia

“Abbiamo in mano un’arma atomica, è questa matita”. La frase più “cinque stelle-pensiero” la dice Castaldo, eurocandidato del movimento in Europa. Intorno al palco di piazza dell’Unità d’Italia è pieno di persone e il #vinciamonoi tour, anche senza la presenza del leader genovese, riesce a registrare un buon seguito nel capoluogo della Tuscia.

Si tratta di uno degli eventi più da “attenzionare” di questa campagna elettorale sul nostro territorio. La sensazione è che il movimento sia vivo e vegeto anche nella città dei papi e nella sua provincia. E’ questo l’elemento importante. Una piazza vuota, o comunque moscia, come quella che, nonostante la presenza di Grillo, aveva tentato di tirare la volata al candidato sindaco pentastellato Gianluca De Dominicis avrebbe detto determinate cose. Il risultato di ieri a piazza dell’Unità, invece, racconta di un buon risultato che i Cinque Stelle porteranno a casa anche nel Viterbese.

C’è di più. Passando tra la gente presente abbiamo riconosciuto professionisti del territorio, impiegati, commercianti, giovani e storici militanti di altri parti. Un melting pot sociale piuttosto trasversale e francamente, tra i gradini di piazza Unità d’Italia, abbiamo visto spuntare anche qualche volto che mai e poi mai avremmo ritenuto simpatizzare per i Cinque Stelle. Segno questo che nei partiti tradizionali c’è stata una “frana” anche di un certo tipo di elettorato strutturato.

 

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Due i momenti più di spessore dell’incontro: l’intervento di Roberta Lombardi (prima portavoce Cinque Stelle alla Camera) e di Alessandro Di Battista, che ha chiuso il comizio. Proprio Di Battista ha sottolineato l’evoluzione che il movimento sta vivendo: “All’inizio eravamo quelli inesperti. Ora siamo quelli che studiano, comprendono e fanno proposte negli interessi dei cittadini. Abbiamo ricostruito un popolo italiano sovrano, che passa le domeniche sera a parlare di politica”.

Poi, sempre da Di Battista,”botte” su Berlusconi: “Iniziamo a parlarne al passato remoto”; sul Pd: “E’ infiltrato dappertutto, per esempio negli ospedali”; e Sel: “Sel è ‘siderurgia e libertà’, avete presente il comportamento di Vendola sull’Ilva?”.

 

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Applausi per l’europarlamentare di Vetralla Massimiliano Bernini e per la tarquiniese consigliere in Regione Lazio Silvia Blasi. Spazio anche ai candidati sindaco dei Cinque Stelle alle comunali del 25 maggio. 25 maggio, crocevia per molti destini. Per Bernini le cose stanno così: “Siamo un miracolo laico. Porteremo i pensionati tartassati, i disoccupati, la gente che lavora per 500 euro al mese nelle istituzioni”.

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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