Benvenuto 'Cotton', storia di giovani viterbesi che scommettono sul centro storico
Cotton
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Un gruppo di giovani viterbesi punta sul centro storico di Viterbo, questa è la storia del 'Cotton', dove la promessa è "bere bene e mangiare locale".

Attenzione a via Lorenzo 56, da qualche giorno è nato il ‘Cotton’. La sfida di un gruppo di giovani viterbesi che ha deciso di investire su capoluogo della Tuscia, nel suo centro storico. Non una roba da poco di questi tempi. Mercoledì sera l’apertura in grande con vino e cibo di qualità per tutti gli amici e curiosi che hanno inteso provare la tipicità di un locale che farà sentire la propria presenza all’interno della dinamica via.

Via San Lorenzo infatti ha vissuto negli ultimi anni una vera e propria rinascita e tutta questa parte della città è rifiorita grazie all’investimento di tanti imprenditori coraggiosi che hanno deciso di scommettere e mettersi in gioco.

“Bere bene e mangiare locale” è la promessa che i gestori dell’elegante spazio, minimal e all’avanguardia, fanno alla città. Una promessa mantenuta dall’esordio.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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