BENVENUTI NEL NUOVO MEDIOEVO
rifiuti
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Fare chiarezza sul sistema di gestione dei rifiuti, fare chiarezza su chi guadagna dall'incremento della raccolta differenziata. Soltanto partendo da questo e comunicandolo si potrà trovare l'alleanza dei cittadini.

La città ha un problema serio con i rifiuti. Il morto, ossia l’idea di un territorio ben gestito, è sulla bara. I cittadini, una parte di questi, non ha capito ancora bene cosa è la raccolta differenziata. Non ne capisce l’utilità, se non in termini ambientali. Ma questo è un ragionamento che soltanto alcuni riescono a recepire.

Così nelle strade del centro è un pianto. Negli ultimi giorni più che mai. La gente, indispettita dal malfunzionamento della raccolta o non raggiunta dalla comunicazione, abbandona sacchetti agli angoli degli edifici. Facendo un giro dalle parti di via San Pietro, via della Molinella e via della Fabbriche lo spettacolo (almeno fino a poche ore fa) è indecoroso. Stesso discorso a San Faustino, al quale abbiamo dedicato un servizio a parte. Ma è un po’ dappertutto la stessa musica.

Al Pilastro, nei pressi dello stadio della Viterbese, hanno pensato bene di dare vita a uno store di televisioni vecchie (guarda foto d’apertura). Domattina Viterbo Civica e altri movimenti cittadini porteranno sotto a Palazzo dei Priori una miriade di sacchetti di plastica. Un gesto simbolico per accendere l’attenzione su quanto sta accadendo. Ma la scommessa della raccolta dei rifiuti è complessa, ancora più complessa dove è gestita come a Viterbo.

Servirebbe spostare la partita su un piano economico. Più differenzi e meno paghi. Meno rifiuti produci e meno paghi di tasse. Più lasci sacchi per le strade o ingombranti o altro e più ti esponi a multe da salasso. Più sbagli nel differenziare e più sei colpito.

La differenziata, nonostante tutto, dicono sia crescita negli ultimi tempi. Almeno il 30% e con l’introduzione dell’umido si dovrebbe arrivare al 60%. In termini economici chi ci guadagna? Questa è la domanda che affidiamo a Viterbo Civica e alle altre forze che domattina saranno in piazza.

L’aumento della differenziata determina risparmi per il Comune di Viterbo? Libera risorse da poter investire magari nel sociale, per dare sostegno alle persone in difficoltà? Per permettere investimenti capaci di rilanciare il centro storico o altre cose virtuose?

Ci facciano capire gli amministratori se da un buon sistema di raccolta differenziata il Comune ne trae vantaggi economici. Se è così lo comunichino in maniera chiara ai viterbesi. Gli facciano capire che un loro corretto comportamento servirà a ridurre le tasse sui rifiuti che pagano, servirà ad aprire un nuovo asilo nido comunale, a ridare decoro a una fontana o a una piazza.

Senza tutto questo sarebbe difficile far capire ai cittadini il senso del caos che stiamo vivendo. Si faccia chiarezza e si riparta, così non si può andare avanti. Si va infatti indietro, destinazione Medioevo.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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