
VITERBO – Duro intervento di Bengasi Battisti alla conferenza stampa convocata dal comitato Non ce la beviamo nella sede del sindacato Usb in via Garbini a Viterbo.
“La Talete deve mettere fine alla propria esperienza. Un’esperienza che ha ridotto l’acqua a privilegio e non più a diritto umano fondamentale
Il primo passo da compiere è comunque la revoca dell’aumento delle tariffe decisa durante l’incontro Ato del 30 dicembre che prevede una crescita del costo delle bollette del 9 per cento annuo fino al 2023. Un aumento complessivo del 45 per cento. L’alternativa è invece la gestione pubblica dell’acqua attraverso i consorzi.
La riunione Ato ha votato un aumento del 9 per cento per i prossimi 4 anni. Una sconfitta. Perché la Talete è un soggetto privatistico. È una società che sta dentro le regole del mercato. Le tariffe sono l’unica fonte economica per sostenere la Talete. La Talete deve chiudere questa esperienza che riduce l’acqua a privilegio e non a diritto. Un diritto umano. Questa ulteriore scelta da parte dei sindaci è la conferma dell’impossibilità di gestione dell’acqua con forme di diritto privato. Serve una gestione pubblica attraverso i consorzi su base idrografica. Ai sindaci chiediamo la revoca del provvedimento che aumenta le tariffe. Poi i sindaci possono adottare la ripubblicizzazione dell’acqua e mettere fine alla gestione Talete. L’alternativa è la legge regionale 5 del 2014 mai messa in atto”.


















