Bene il Festival della Letteratura Breve
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Il Festival della Letteratura Breve di Tuscania è riuscito a colpire con la sua prima edizione. L'assessore regionale alla Cultura Lidia Ravera ha confermato che il prossimo anno la manifestazione tornerà nella cittadina etrusca.

Si chiude la prima edizione del FLeB, “Festival della Letteratura Breve”, che ha animato la cittadina di Tuscania dal 16 al 19 luglio. Musica, teatro, letteratura, laboratorio di scrittura. Tanti gli ospiti e moltissimi gli spettatori.

“Il Festival della letteratura breve, è stato un successo. Centinaia di persone ad ascoltare e guardare. Ad ascoltare le parole di scrittori e scrittrici, poeti, professori e professoresse, attori e attrici. A guardare l’intensa profonda bellezza di Tuscania. Chi è venuto per seguire il Festival ha scoperto l’incanto di un borgo, chi è venuto per godersi l’incanto del borgo ha scoperto il Festival della letteratura breve. Sono stati quattro giorni speciali. Di condivisione vera. Di conversazioni sostanziose. Di piacere estetico. L’anno prossimo il FLeB tornerà a Tuscania. E sarà di nuovo accolto con il calore che ci ha regalato la popolazione e l’impeccabile ospitalità che il Sindaco Fabio Bartolacci e l’Assessore Franco Ciccioli, ci hanno riservato sin dalla vigilia”- Lidia Ravera – Assessore alla Cultura e Politiche giovanili della Regione Lazio.

“Grande successo di pubblico, la cultura torna ad essere protagonista, su un palcoscenico nazionale: Tuscania, una città conosciuta, che incanta i turisti, gli stessi che ci permettono di guardare a una crescita culturale ed economica della cittadina”. Così dichiara il sindaco Fabio Bartolacci.

“Animare un altro gioiello del Lazio, con i diversi linguaggi dello spettacolo dal vivo, era l’obiettivo del FLeB. Siamo molto soddisfatti: piazze gremite, un pubblico attento ed entusiasta, che ha seguito tutti gli appuntamenti con curiosità e vivacità” commenta Luca Fornari, amministratore delegato di ATCL – Associazione Teatrale fra i Comuni del Lazio.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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