Bellezze di Tuscia- Viaggio tra le fontane viterbesi
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Piazza della Rocca, crocevia di una città che si sveglia presto e che transita freneticamente in questa piazza tutto il giorno.Apre la via la grandiosa Porta Fiorentina che dirige sorniona l’ingresso e l’uscita di auto e pedoni, l’orologio sul cornicione è fermo ormai da tempo, ma il tempo scorre senza remore ugualmente.

Piazza della Rocca, crocevia di una città che si sveglia presto e che transita freneticamente in questa piazza tutto il giorno.Apre la via la grandiosa Porta Fiorentina che dirige sorniona l’ingresso e l’uscita di auto e pedoni, l’orologio sul cornicione è fermo ormai da tempo, ma il tempo scorre senza remore ugualmente.

La fontana di Piazza della Rocca è la prima bellezza che si nota: la mano del Vignola ha forgiato un’architettura perfetta come per la decorazione di Palazzo Farnese di Caprarola, lavoro di straordinaria cura sempre dello stesso artista.

L’artista lavora alla fontana intorno al 1575, ma intorno alla struttura si avvicendarono molti lavori di consolidamento che ne hanno cambiato la struttura e anche qualche decorazione.

Danneggiata fortemente dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ritornò all’antico splendore intorno al 1950.

Oggi la Fontana di Piazza della Rocca è un vero gioiello cittadino: i suoi gradini accolgono turisti e viterbesi, nonne e nipoti, giovani madri con bambini che si fermano a guardare lo scorrere della città e del tempo proprio su quella piazza.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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