Bellezze di Tuscia- Viaggio tra le fontane viterbesi
fontana comune
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Esiste a Viterbo, in centro città, uno scrigno di bellezza. Un piccolo angolo verde dove si respira tutta l’essenza di essere e vivere Viterbo, è il cortile di Palazzo dei Priori.

Esiste a Viterbo, in centro città, uno scrigno di bellezza. Un piccolo angolo verde dove si respira tutta l’essenza di essere e vivere Viterbo, è il cortile di Palazzo dei Priori.

E’ la finestra sulla bellezza dei nostri luoghi, lo spazio pubblico dove scattare una foto non è mai banale e ogni scatto non è mai uguale a se stesso.

Lì al centro del cortile, come una scatola cinese, c’è un’altra ricchezza che svetta fiera sulla valle: la fontana del Cortile di Palazzo dei Priori.

La caratteristica fontana nel classico peperino viterbese risale alla metà del 1600 ed è opera di tre abili scalpellini sul disegno del famoso pittore viterbese Filippo Caparozzi.

La parte alta della fontana è sicuramente la più bella e la più evocativa: un gruppo bronzeo rappresenta la Palma di Ferento, affiancata dai leoni che con le zampe anteriori poggiano su di essa volgendo lo sguardo a Palazzo dei Priori, sede dell’amministrazione comunale.

La simbologia della fontana del cortile è chiara: richiama alla fondazione della città, alle prime pietre poste per il consolidamento del centro urbano proprio nel cuore della Viterbo antica.

Nel corso degli anni, la fontana ha attraversato vari restauri che ne hanno cambiato l’aspetto, ma dall’antistante Piazza del Plebiscito, è la prima vera bellezza che si incontra arrivando a Viterbo.

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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