Belcolle, necessario green pass o certificato vaccinale per le visite ai parenti
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VITERBO - I visitatori potranno, in alternativa, rilasciare una dichiarazione sostitutiva del possesso della documentazione richiesta e saranno, comunque, invitati a compilare un questionario relativo al rischio di esposizione e alle proprie condizioni cliniche.

VITERBO – A partire dal primo luglio, in tutta la rete ospedaliera della Asl di Viterbo, i familiari delle persone ricoverate dovranno fornire una copia della Certificazione verde COVID-19 (Green pass) o dell’attestazione vaccinale anti SARS-CoV2 (Certificato vaccinale) per accedere al reparto.

I visitatori potranno, in alternativa, rilasciare una dichiarazione sostitutiva del possesso della documentazione richiesta e saranno, comunque, invitati a compilare un questionario relativo al rischio di esposizione e alle proprie condizioni cliniche.

Il provvedimento è stato adottato dalla Asl di Viterbo, come in tutto il resto delle aziende che fanno parte del sistema sanitario laziale, sulla scorta delle recenti disposizioni regionali e ministeriali, come misura di prevenzione per il contenimento del rischio di diffusione delle varianti.

Oltre alle disposizioni sopra elencate, al fine di garantire i livelli necessari di sicurezza e di prevenzione, restano vigenti gli obblighi di indossare la mascherina, di sottoporsi alla misurazione della temperatura all’entrata del presidio ospedaliero e del distanziamento sociale. Rimane valida l’indicazione dell’accesso in reparto per i cari, consentito con il limite di un parente per ogni singolo degente.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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