Belcolle crea una rete sulla riabilitaizone ospedaliera
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Grazie al rinnovo della sala di Posturologia e alla rete creata nella riabilitazione, ora le cure ai pazienti arrivano anche

La riabilitazione prossimo fiore all’occhiello dell’ospedale di Belcolle, dopo il grande rinnovo delle strutture avvenuto nell’ultimo periodo e che questa mattina sono state inaugurate dal direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti, insieme al direttore dell’unità dipartimentale di Riabilitazione, Sandro Zucchi, il presidente della Fondazione Carivit, Mario Brutti, e i dirigenti Proietti e Bray.

Un rinnovo che parte dal nuovo laboratorio di Posturologia clinica, che è stato attrezzato proprio grazie al contributo di Fondazione Carivit, che ha donato un LAC, un laboratorio di analisi del cammino, dotato di pedana baropodometrica e del podoscanalyzer. Attualmente Viterbo è una delle pochi strutture in tutta Italia a essere dotata di attrezzature così avanzate.

Di fatto Belcolle ha messo in rete la riabilitazione, dando nuova luce a questo reparto e cercando di riorganizzare il servizio. La rete in questione, inoltre, ha come cardine principale l’innovazione, che ora l’ospedale viterbese possiede grazie al contributo esterno. Con questo nuovo laboratorio, infatti, i dottori ora potranno capire meglio le cause che portano a una disfunzione e arrivare alla cura ideale per il soggetto.

A partire da domani, inoltre, sarà operativa anche la prima unità di degenza ospedaliera a Montefiascone, che per la prima volta in provincia, offre all’utenza la possibilità di ricovero con otto posti letto appositamente dedicati. Ed è proprio da qui che parte la nuova rete ospedaliera del viterbese, che vuole portare l’offerta ospedaliera sia negli ospedali, che sul territorio.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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