Belcolle, Aman dona ecografo alla Breast Unit
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VITERBO - All’incontro, oltre al direttore dell’unità operativa, hanno partecipato tutto il team senologico della Asl e il presidente della storica associazione di volontariato, da decenni affianco ai pazienti oncologici della Tuscia, Maria Neve.

VITERBO – L’associazione Aman dona un ecografo alla Breast Unit di Belcolle.

Ieri pomeriggio, presso la Breast unit di Belcolle, diretta da Francesco Cavaliere, si è svolta una breve cerimonia di consegna di un ecografo portatile di ultima generazione, con sistema intelligente a ultrasuoni, donato dall’associazione Aman alla struttura viterbese che si occupa della presa in carico e della cura delle donne colpite dal tumore al seno.

All’incontro, oltre al direttore dell’unità operativa, hanno partecipato tutto il team senologico della Asl e il presidente della storica associazione di volontariato, da decenni affianco ai pazienti oncologici della Tuscia, Maria Neve.

“Il Centro di Senologia di Belcolle – commenta il direttore generale della Asl di Viterbo, Daniela Donetti – è già da molti anni il punto di riferimento nella Tuscia per la patologia mammaria. In questi ultimi anni sta cercando di essere molto di più: un centro multidisciplinare dove tutte le donne, che abbiano problemi senologici, possano ricevere aiuto in tempo reale ed essere prese in carico per ogni loro esigenza. Il poliambulatorio vuole diventare un punto di accoglienza dove i vari specialisti ruotano attorno alla donna, fornendo il loro supporto. In questa nuova visione, la paziente è integrata nelle attività del centro, usufruisce dei servizi, ma, al contempo, ne è lo stimolo, partecipando attivamente a definirne le caratteristiche”.

“In pratica – prosegue Francesco Cavaliere – noi invitiamo le nostre pazienti a partecipare alla vita del centro, a condividerne le attività ludiche, didattiche e di ricerca e, così, a favorirne la crescita verso direttive a loro e da loro ispirate. È anche per questo che il nuovo ecografo per noi significa molto. Non solo come ausilio diagnostico, che consentirà una migliore selezione delle pazienti da approfondire in radiologia. Non solo per una più agevole asportazione delle lesioni mammarie, guidata dallo studio morfologico peri-operatorio. Ma anche per il valore simbolico di supporto e di appartenenza che è legato a questo dono che ci giunge dall’Aman, nostra compagna di viaggio in questo intento rinnovatore, e che coagula lo sforzo delle ‘nostre’ donne. Quelle di cui ci prendiamo cura e che, a loro volta, si prendono cura di noi”.

“La nostra associazione – conclude Maria Neve -, coerentemente con la sua storia e con la sua vocazione, attraverso questa ennesima donazione, ha dato una risposta concreta alla necessita della senologia chirurgica di essere sempre più rispondente ai bisogni di salute delle donne che, ogni giorno, afferiscono alla struttura. La nuova strumentazione di ultima generazione sarà fondamentale in fase diagnostica, preoperatoria e nel postoperatorio, permettendo maggiore rapidità e precisione nella diagnosi. L’acquisto dell’ecografo è stato possibile, in tempi brevi, grazie alla donazione del 5xmille di tanti cittadini che, da tanti anni, sostengono la nostra associazione e i nostri volontari”.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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