Battistoni: “Seconda corsia Cassia bis, il governo ci dica se vuole farla o no”
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ROMA- Il senatore di Forza Italia Francesco Battistoni presenta un'interrogazione al ministro De Micheli.

ROMA – Ho presentato, nella seduta di oggi, un’interrogazione al ministro della Infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli, per chiedere se sia intenzione del governo risolvere definitivamente lo sblocco dell’iter burocratico per lo sviluppo della seconda corsia sulla Cassia bis tra Viterbo e Monterosi.

Si deve capire se la mancata individuazione del soggetto attuatore, che deve mettere in campo tutte le procedure amministrative necessarie per realizzare l’opera, sia dovuta ad un cavillo burocratico o un cavillo politico. Di fatto il governo deve dire se vuol fare la doppia corsia o meno.

Considerando che Viterbo è una città ormai isolata, questa risposta, divenuta ormai urgente, deve avvenire quanto prima. Ricordo, a tal proposito, che la situazione infrastrutturale del nostro capoluogo è al limite della decenza.

Da un punto di vista ferroviario, la Viterbo-Roma è stata classificata dal rapporto “Pendolaria” di Legambiente al secondo posto dell’orribile classifica italiana, seconda solo all’arcinota Circumvesuviana; l’arteria stradale verso Civitavecchia è ferma a metà tragitto e quella verso Roma è per la metà ad una sola corsia. 

Negli anni del governo Berlusconi, si era individuata Viterbo come città per il terzo scalo aeroportuale, salvo poi una veloce retromarcia fatta dai governi successivi. 

Viterbo merita rispetto. Il rispetto in questo caso si dimostra investendo.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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