Battaglia a Bomarzo: una petizione contro quella "no gender" promossa dal Comune
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Il comune di Bomarzo raccoglie le firme “contro il gender nelle scuole” e parte una petizione contro l’amministrazione.

Il comune di Bomarzo raccoglie le firme “contro il gender nelle scuole” e parte una petizione contro l’amministrazione. Sul sito istituzionale del Comune da qualche settimana era presente una segnalazione per raccogliere le firme per l’abolizione del comma della cosiddetta (quanto fantomatica) ideologia gender. Una vera e propria petizione per sostenere l’iniziativa di Provita onlus, Age, Agesc, Giuristi per la vita, Movimento per la vita per una sana educazione sessuale a scuola e indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Di fronte ad una vera emergenza educativa si chiede il rispetto del ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità”. La raccolta firme (a questo link) parla di “colonizzazioni ideologiche che distruggono la società”. Il primo ottobre intanto sarebbe pronto un convegno per “Fermare il gender” a cura dell’assessorato Diritto allo studio del comune di Bomarzo. L’iniziativa non è passata in secondo piano, tanto che alcuni attivisti si sono mossi per fare una contro-petizione (su questo link)

“Esprimiamo profondo rammarico per l’iniziativa promossa dall’Amministrazione di Bomarzo – scrivono gli attivisti – che trascina il Comune in un delicatissimo dibattito concernente diritti civili e questioni di coscienza, schierandolo affianco di posizioni che offendono il buon senso e le più diverse sensibilità. Dispiace, in modo particolare, che il prestigio di Bomarzo sia inopinatamente speso per dare luce a manifestazioni che possono solo recare danno all’immagine di un luogo che, considerata la sua eccezionale vocazione turistica, dovrebbe occupare i giornali per eventi legati alla cultura dell’inclusione e non della discriminazione. Formuliamo, pertanto, l’auspicio che l’Amministrazione intenda rinunciare alla promozione della suddetta manifestazione”.

Alla fine il comune di Bomarzo, dopo le polemiche del fine settimana, ha annullato il convegno in programma.

Gli Stati Generali La Fune
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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