"Basta sciacallaggio sulla morte di un ragazzo per odio politico"
Centro storico Viterbo - Di Giovancarlo
Gli Stati Generali La Fune
"Leggendo certe parole, ho sentito salire dentro di me un senso di disagio per chi invece non prova nessun sentimento di umanità e mi sono immedesimato in quei genitori che, oltre all'immenso dolore per una perdita incolmabile, hanno dovuto assistere anche allo sfruttamento e alla manipolazione del loro lutto da parte di chi vuole continuare ad alimentare senza sosta una campagna di odio politico, passando sopra tutto e a tutti".

Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata inviata alla redazione de La Fune ma che preferiamo mantenere anonima. Decidiamo di farlo perché l’onda di indignazione su questa vicenda è davvero enorme e il tema tiene banco presso l’opinione pubblica viterbese. In queste ore sono state tante le email, tutte firmate, inviate in redazione. Una miriade anche i commenti Facebook e i messaggi di sostegno a seguito dell’editoriale che abbiamo deciso di pubblicare per stroncare lo sciacallaggio su questa vicenda.

“La scomparsa del giovanissimo Leonardo continua a essere una ferita per tutta la nostra comunità e vorrei che la sua famiglia sentisse l’affetto sincero di tante persone come noi, come me, che siamo rimasti sgomenti da quanto accaduto. Da padre e da presidente di un’associazione sportiva con al centro l’attività giovanile, non posso però restare indifferente di fronte all’inaccettabile strumentalizzazione della morte di Leonardo a cui abbiamo assistito in questi giorni.

Leggendo certe parole, ho sentito salire dentro di me un senso di disagio per chi invece non prova nessun sentimento di umanità e mi sono immedesimato in quei genitori che, oltre all’immenso dolore per una perdita incolmabile, hanno dovuto assistere anche allo sfruttamento e alla manipolazione del loro lutto da parte di chi vuole continuare ad alimentare senza sosta una campagna di odio politico, passando sopra tutto e a tutti. Mai come in questi casi serve sobrietà, rispetto ed equilibrio. Non credo di essere il solo a pensarla in questo modo”.

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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