Base-jumper si tuffa dal tetto di Belcolle
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Un volo dal tetto di Belcolle e poi una fuga, dalla cattura del personale di vigilanza, andata male. In primo caso di base jumping a Viterbo.

Un ragazzo si lancia col paracadute dal tetto dell’ospedale di Belcolle. Non è un gesto di pazzia, anche se forse più di qualcuno può pensarla diversamente, ma uno sport che va sotto al nome di base jumping.

Il fatto si è verificato nella giornata di ieri, di buon’ora. Intorno alle 7 infatti il giovane è stato visto volare giù e aprire il suo paracadute tricolore. Si è lanciato dalla parte del nosocomio ancora in fase di ultimazione ed è atterrato all’interno del cantiere. Gli uomini della vigilanza sono riusciti a prenderlo per una casualità, altrimenti sarebbe anche riuscito nella fuga.

In pratica a beffare il ragazzo è stata la perdita dello zainetto, tornando indietro per recuperarlo è stato fermato e consegnato alla polizia.

Il base jumping, sviluppatosi nelle aree metropolitane e nei grandi spazi all’aperto, si sta diffondendo da qualche anno anche in Italia. Esiste anche una Italian Base Association e un portale web dove è possibile vedere i video delle varie imprese (guarda).

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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