Bartolacci vieta l'ingresso nelle attività commerciali senza mascherina e chiede aiuto alla popolazione per avviare una produzione nel paese
Fabio Bartolacci
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TUSCANIA - Ha firmato un'ordinanza con nuove restrizioni e in particolare introduce un elemento fino a oggi poco considerato: il divieto di ingresso all'interno di attività commerciali senza mascherina. 

TUSCANIA – La conta dei contagiati sale a quota quindici e il sindaco Fabio Bartolacci cerca di combattere al meglio questa partita per soffocare la diffusione del virus. 

Ha firmato un’ordinanza con nuove restrizioni e in particolare introduce un elemento fino a oggi poco considerato: il divieto di ingresso all’interno di attività commerciali senza mascherina. 

“Abbiamo 15 contagiati, stiamo lavorando intensamente per cercare di tamponare la situazione. Abbiamo intensificato le attività di controllo da parte dei carabinieri e della polizia locale. 

In questi giorni continua il lavoro della Croce Rossa per la consegna dei generi alimentari e di farmacia. La Protezione Civile tiene aperto h24 il Coc.

Ho bisogno di altro, abbiamo bisogno delle mascherine. C’è un gruppo di persone che ha iniziato a realizzarle. Non pensate che finisce il 30 aprile. Sarà una battaglia lunga e sarà difficile combatterla. Abbiamo bisogno di tutti voi che volete aiutare i tuscanesi. 

Le mascherine stanno finendo a polizia, protezione civile, croce rossa, dipendenti comunali. Siamo stati costretti a fare ordinanza che obbliga a indossarle nelle attività commerciali. Non è possibile qualcuno entri senza mascherina e tossisca sui prodotti. Si rischia di portare a casa cose contaminate. La nostra non è cattiveria ma prevenzione”. Questo il contenuto del più recente messaggio di Bartolacci ai suoi concittadini. 

L’ordinanza introduce limitazioni che proibiscono le attività motorie all’aria aperta, rendendo possibile le passeggiate solo a chi ha precise patologie certificate dal medico. Stretta anche sui cani, non ci si potrà allontanare per più di 300 metri da casa”.

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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