Bartolacci (Tuscania): "Pericoloso andare in giro senza mascherina e non rispettare le distanze. Nostro ultimo contagio entrato in contatto 9 marzo con un caso positivo"
Fabio Bartolacci
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TUSCANIA - Dal sindaco Fabio Bartolacci arriva l'invito a tutti i cittadini di indossare le mascherine e rispettare le distanze di sicurezza quando si è costretti a uscire.

TUSCANIA – Dal sindaco Fabio Bartolacci arriva l’invito a tutti i cittadini di indossare le mascherine e rispettare le distanze di sicurezza quando si è costretti a uscire. Arriva anche un’altra riflessione: “Ho parlato con il nostro ultimo caso di contagio. E’ una signora che ha una famiglia di tre persone e mi ha riferito di avere avuto un contatto lo scorso 9 marzo con una persona di Tuscania tra quelle risultate positive. 

Forse non abbiamo ancora capito bene questo virus. Possiamo definirlo schizofrenico. Una persona che entra in contatto il 9 marzo e viene individuata positiva i primi di aprile ci racconta che non sappiamo tanto di questo virus”. 

Dobbiamo rispettare tutte le precauzioni. “E’ pericoloso andare in giro senza mascherina e senza rispettare le distanze. Abbiamo avuto 37 casi e sono tutti dentro famiglie o persone entrate in contatto con queste. Dovremmo rispettare le regole a lungo, questo morbo non demorde.

Tutto ciò che prima sembrava importante: belle case, belle macchine; oggi pare effimero. Quello che conta è la salute: la nostra, dei famigliari, degli amici e di tutti. Credo che questa nuova consapevolezza sia la vera resurrezione che passa attraverso questa guerra”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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