Barelli: "Viterbo a un punto di svolta sul piano turistico"
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Sono giorni particolarmente felici per il capoluogo della Tuscia. L'idea del Caffeina Christmas Village sta dando i suoi frutti e nel centro storico della città c'è una grande presenza di cittadini e visitatori. Per l'assessore al Turismo di Palazzo dei Priori Giacomo Barelli si è iniziato a camminare sulla strada giusta e la città dei papi sarebbe a un punto di svolta proprio sul piano turistico.

Sono giorni particolarmente felici per il capoluogo della Tuscia. L’idea del Caffeina Christmas Village sta dando i suoi frutti e nel centro storico della città c’è una grande presenza di cittadini e visitatori. Per l’assessore al Turismo di Palazzo dei Priori Giacomo Barelli si è iniziato a camminare sulla strada giusta e la città dei papi sarebbe a un punto di svolta proprio sul piano turistico.

“E’ con grande gioia e soddisfazione che cammino per le vie del centro della nostra città, in questi giorni piene di cittadini e turisti.‎ Caffeina ha dimostrato come si possa sviluppare e concretizzare la vocazione primaria del capoluogo, quella Viterbo città turistica le cui enormi potenzialità da sempre note a tutti avevano bisogno di una
scintilla per farla accendere definitivamente – commenta l’assessore -.

Il Caffeina Christmas Village, unitamente a tutte le altre iniziative della città – come le tre mostre di Palazzo dei Priori e della Pensilina per le quali ringrazio tutti gli organizzatori – e in particolare l’evento multimediale ‘Van Gogh Shadow’, presentato per la prima volta a Viterbo dal Carramusa Group dopo aver collezionato oltre 15 milioni di visualizzazioni solo su Facebook, dimostrano come la nostra città sia a un punto di svolta sul piano turistico.

Servirà sicuramente il lavoro di tutti, amministratori cittadini e operatori economici per saper mettere a frutto questa grande opportunità. Pur sapendo che sono tante ancore le criticità ed i problemi da affrontare per poter sempre migliorare, potendo però tentare di farlo con la nostra bellissima città piena di gente”.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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