Barelli: "Staremo all'opposizione, anche dell'opposizione. Noi siamo diversi"
rossi barelli
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Sarà Consigliere Comunale in seguito alle dimissioni annunicate di Filippo Rossi. Insomma il divertimento non mancherà, visto che Giacomo Barelli è personaggio altrettanto focoso.

Sarà Consigliere Comunale in seguito alle dimissioni annunciate di Filippo Rossi. Insomma il divertimento non mancherà, visto che Giacomo Barelli è personaggio altrettanto focoso.

 

Che farà in Consiglio Comunale?

“L’opposizione a chi vincerà, ma anche a chi farà opposizione. Siamo distanti anni luce da tutti: Pd fioroniano e non, Movimento 5 Stelle e anche da Frontini e Centrodestra. Non abbiamo niente da condividere con loro e noi porteremo i nostri contenuti in Consiglio comunale”.

 

Cosa avete di così diverso?

“Il nostro era l’unico programma che poteva cambiare Viterbo. Ci dispiace che non sia stato capito. Una serietà che non vediamo nelle proposte in campo in consiglio, diversi.ciambella fioroni serra, all’opposizione dell’opposizione”.

Come si riparte?

“Filippo Rossi sarà il padre nobile del Movimento e vogliamo aumentare le persone che si avvicinano a Viva Viterbo. Vogliamo fare opposizione costruttiva, sui nostri temi. Turismo e cultura, con grande attenzione alla legalità e trasparenza. Saremo implacabili”.

 

Legalità e trasparenza, siete stati spesso attaccati su questi temi, però…

“Ingiustamente. Ho già risposto a queste domande. Chi governerà dovrà essere inattaccabile, faremo un controllo preciso. Il Comune deve essere una casa di vetro, non accetteremo delibere come quelle sull’immondizia di questi giorni”.

 

 

Parlava di cultura, dice che sarà il vostro volano. Dice anche che non condividete niente con la proposta di Chiara Frontini. Ma lei ha il vostro assessore in pectore di 5 anni fa, Alfonso Antoniozzi.

“Grande rispetto per Antoniozzi, è un grande artista e un grandissimo uomo di cultura. La mia stima è immutata, ma governare è una cosa diversa dal fare Teatro. Se ne accorgerà”.

 

Anche lui, partendo dal programma del Movimento, annuncia 1100 posti di lavoro entro dicembre 2019, grazie al turismo e alla cultura, che ne pensa?

“Ho grande rispetto per Alfonso Antoniozzi, ma credo sia una stupidaggine dare questi numeri. È possibile rilanciare il turismo, ma non dando numeri così a caso. Per me questa affermazione è solo un motivo in più per non votare Chiara Frontini”.

 

Viva Viterbo che errori ha fatto?

“Abbiamo scontato il passaggio all’interno dell’amministrazione Michelini e non siamo riusciti a fare capire le nostre proposte. Faremo una riflessione su questo. Ma dico una cosa: gli errori li abbiamo fatti in buona fede”.

 

Quindi stare con Michelini è stato un errore?

“In Michelini c’hanno creduto in tanti, chi prima e chi dopo ha capito che era stato un errore sostenerlo. Nessuno si sarebbe immaginato che ogni settimana Fioroni si sarebbe presentato per far sentire la sua presenza. Forse ci siamo accorti tardi che non era possibile cambiare Viterbo così, ma ce l’abbiamo messa tutta”.

 

Viva Viterbo esiste ancora?

“Viva Viterbo esiste, lavoreremo per la ricostruzione della lista e del movimento che ha perso delle unità, ma ne ha acquisite delle altre. C’è una grande voglia di fare. Lavoreremo giorno per giorno”.

 

Col senno di poi, è stato un errore non fare l’alleanza con Francesco Serra al primo turno?

“No perché siamo all’opposizione anche di queste opposizioni e quindi anche di Serra perché a noi non ci interessano le correnti di partito. Sono loro i responsabili insieme a Michelini dello stato di Viterbo. Lo è più Fioroni, ma loro non sono esenti da colpa. Penso che con un’alleanza così avremmo pagato ancora di più alle elezioni. Non hanno alcun interesse per la città”.

 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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