Barelli: "Se crisi su Civita Castellana allora è attacco alla istituzioni e dovete sparire"
Barelli e Ricci
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VITERBO - "Se il non voto di martedì sul rendiconto è legato alle questioni di candidature a Civita Castellana allora siamo all'attacco alle istituzioni. Dovete sparire se è così ma avete il dovere di dirci cosa è successo". Così il consigliere di Forza Civica Giacomo Barelli.

VITERBO – “Se il non voto di martedì sul rendiconto è legato alle questioni di candidature a Civita Castellana allora siamo all’attacco alle istituzioni. Dovete sparire se è così ma avete il dovere di dirci cosa è successo”. Così il consigliere di Forza Civica Giacomo Barelli.

“Serviva una macchinetta chiamata cripto per capire quello che ha detto il sindaco – ha esordito nel suo intervento in aula Barelli -. Qui non si è capito niente su quanto accaduto martedì e su quali sono i problemi. Io non l’ho capito e secondo me neanche i cittadini.

C’era un problema a Civita Castellana. Se così la situazione è allucinante, devastante. Se non era quello il problema a tre minuti dal voto cosa è successo? Qui non è questione di guerra tra bande ma un vero attentato al Comune di Viterbo. Cosa c’entra il nostro comune con le vicende di Civita Castellana? Sui giornali si legge della telefonata di un onorevole che ha bloccato il voto del rendiconto. Non possiamo sottostare a un ricatto che riguarda cose che si svolgono altrove. Come vi permettete? Qui c’è bisogno di rispettare l’istituzione comune.

Se il problema non fosse questo quale è il problema? Dovete spiegarlo alla città. Si parla questioni dirigenziali. Cosa c’entra la politica con questo? Voi smentirete fino alla morte che il problema sia Civita Castellana ma dovete spiegarci allora cosa accade”.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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