Barelli: "Il problema di Viterbo non sono le risorse ma l'incapacità di chi amministra"

VITERBO - "Bene governo e presidente Conte - continua il civico - , male anzi malissimo la giunta Arena, la cui incapacità e immobilità è sotto gli occhi di tutti e a pagarne il conto sono i cittadini".
VITERBO – “Mentre in Comune di litiga e non si è capaci nemmeno di spendere per la città e i viterbesi 6 milioni di euro il Governo Conte mantiene le promesse e arrivano in città, per fare fronte alle emergenze dovute al Covid-19 oltre 3 milioni di euro, a dimostrazione che il problema per Viterbo non sono le risorse ma l’incapacità di chi amministra la città”. Queste le parole del consigliere di Forza Civica Giacomo Barelli.
“Bene governo e presidente Conte – continua il civico – , male anzi malissimo la giunta Arena, la cui incapacità e immobilità è sotto gli occhi di tutti e a pagarne il conto sono i cittadini”.

Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

















