Barco, quartiere prigioniero
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VITERBO - Se il tuo quartiere non è accogliente, non ha un bell'aspetto, è ostile anche a una semplice passeggiata è inutile che ti preoccupi tanto di rendere bella la tua casa con pavimenti e cementine di design. Il valore della tua abitazione è compromesso. Ecco perché la condizione dei nostri quartieri dovrebbe interessarci particolarmente.

VITERBO – Se il quartiere dove vivi non ha marciapiedi praticabili e ben congeniati, se non ha ciclabili, parchi utilizzabili e luoghi di socializzazione hai un problema serio. La qualità della tua vita dipende anche da questo, per quanto ormai sia consuetudine vivere in uno stato di anestetizzazione e inconsapevolezza quasi perenne.

Se il tuo quartiere non è accogliente, non ha un bell’aspetto, è ostile anche a una semplice passeggiata è inutile che ti preoccupi tanto di rendere bella la tua casa con pavimenti e cementine di design. Il valore della tua abitazione è compromesso. Ecco perché la condizione dei nostri quartieri dovrebbe interessarci particolarmente.

Oggi facciamo un focus sul Barco. Una sorta di quartiere dimenticato. Qui erba e piante crescono rigogliose, annullando ogni spazio possibile di incontro. I parchi non servono a niente perché inutilizzabili. Nessuno ci porta i bambini. I marciapiedi non sono percorribili con i passeggini, o su carrozzine, perché sconnessi e mal progettati in diversi punti. 

Non c’è mezza panchina utilizzabile. Non un muretto pulito e accogliente. Qui tutti sono prigionieri di un disegno di quartiere che non c’è e tutto scorre nell’indifferenza che accomuna. Peccato per quelle vite che potrebbero scorrere con maggiore soddisfazione e qualità, peccato per quelle case belle che perdono il loro valore per la sfortuna di ciò che c’è intorno. A Palazzo dei Priori la sfida di cambiare le cose o la routine di mantenerle. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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