Barco Murialdo e Cappuccini, ecco le case di Viterbo a pochi metri dal bosco destinate ad aumentare il proprio valore grazie alla pandemia
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VITERBO - Un'intera parte della città si trova ridosso di un bosco straordinario. Questa la grande consapevolezza che la pandemia Covid-19 sta facendo emergere tra i viterbesi. 

VITERBO – Un’intera parte della città si trova ridosso di un bosco straordinario. Questa la grande consapevolezza che la pandemia Covid-19 sta facendo emergere tra i viterbesi. 

L’impossibilità di spostarsi da casa ha portato tutti a guardarsi intorno e questo ha messo in evidenza ricchezze che fino a un anno e mezzo fa nessuno riusciva a notare. Tra queste la grande fortuna di chi vive nei quartieri Barco, Murialdo e Cappuccini. Una zona praticamente alle porte del Parco dell’Arcionello, con i sentieri Cai che permettono l’accesso e la fruibilità in una sorta di paradiso terrestre sotto casa. 

Un fattore questo, una caratteristica della posizione, destinato a fare lievitare il valore degli appartamenti e delle abitazioni dell’area. Sono sempre più i cittadini che se ne stanno rendendo conto. Il fenomeno balza all’occhio anche scorrendo i profili Facebook dove sono fioriti centinaia di selfie sui sentieri e verso la croce che guarda Viterbo sulla Palanzana. 

Con la pandemia e le ristrettezze sugli spostamenti il mercato di case con giardini e terrazze sta crescendo. L’accesso a un bosco, a poche decine o centinaia di metri dalla porta di casa diventa un fattore destinato a fare la differenza in maniera importante. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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