Barbarano Romano al lavoro per riportare a casa i suoi bronzi etruschi fermi al Museo di Tarquinia
Foto bronzo Barbarano Romano
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BARBARANO ROMANO - "Non appena saranno ultimati i lavori di rinnovamento del Museo, tutti pezzi in metallo potranno rientrare a Barbarano e ricongiungersi al proprio territorio e ai suoi cittadini". Questo il commento del sindaco di Barbarano Rinaldo Marchesi.

BARBARANO ROMANO – Il Comune di Barbarano al lavoro per recuperare pezzi del suo importante patrimonio archeologico. 

Questa mattina una delegazione comunale ha fatto visita ai magazzini del Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia a Palazzo Vitelleschi, in seguito a un accordo con la dottoressa Maria Taloni della Direzione Regionale Musei del Lazio.

Obiettivo dell’incontro è prendere visione di una serie di reperti in metallo che erano stati portati via da Barbarano nel 1997 e rimasti in deposito a Tarquinia. Le ragioni “del fermo” erano legate all’inadeguatezza dei locali del Museo Civico di Barbarano, oggi Museo delle Necropoli Rupestri.

“Non appena saranno ultimati i lavori di rinnovamento del Museo, tutti pezzi in metallo potranno rientrare a Barbarano e ricongiungersi al proprio territorio e ai suoi cittadini”. Questo il commento del sindaco di Barbarano Rinaldo Marchesi.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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