Bandiera arcobaleno a Palazzo dei Priori, Erbetti: "Il sindaco si nasconde dietro a un dito"
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VITERBO - Continua il botta e risposta tra il sindaco Arena e il consigliere pentastellato Erbetti sulla questione della richiesta, avanzata dal Movimento, di esporre a Palazzo dei Priori la bandiera arcobaleno.

VITERBO – Continua il botta e risposta tra il sindaco Arena e il consigliere pentastellato Erbetti sulla questione della richiesta, avanzata dal Movimento, di esporre a Palazzo dei Priori la bandiera arcobaleno.

“Se il sindaco Arena afferma che la sua amministrazione è vicina alla comunità Lgbtiq+ e 
condanna qualsiasi forma di razzismo esponga la bandiera arcobaleno a una delle finestre
di Palazzo dei Priori come da mia richiesta e non si nasconda dietro divieti inesistenti e non
dica che la mia richiesta così come è stata presentata non può essere accolta – così in una nota il consigliere Erbetti -.

La legge dice, come si evince dalla nota della Prefettura: “L’esposizione di altri vessilli. simboli,
gonfaloni, insegne, drappi ecc., pur rimessa alla autonomia degli enti locali, può avvenire nel
rispetto del generale principio di “neutralità” delle sedi istituzionali stesse, ed esclusivamente in una collocazione fisica che non sia tale da attribuire, a vessilli di questo tipo, rango di bandiera ufficiale, che essi non hanno, in quanto ciò li equiparerebbe impropriamente alla bandiera nazionale, la cui dignità formale, indicata in via primaria dalla Costituzione, è preservata dalle norme”.

La mia richiesta non è stata quella di esporre la bandiera accanto a quelle istituzionali, ma
“che il Municipio esponga dalla finestra del Comune su piazza del Plebiscito il giorno 26 giugno, in occasione del mese del Pride, la bandiera arcobaleno a 6 colori….” mai è stato richiesto di esporre tale bandiera in un luogo “che sia tale attribuire a vessilli…ecc ecc”. A quanto mi risulta di finestre sulla piazza, il palazzo comunale ne ha molte e la bandiera poteva essere esposta in una qualsiasi. Il Sindaco non si faccia scudo di presunte normative che potevano vietare l’esposizione ed eviti soluzioni irrispettose dei diritti della comunità LGBTIQ+”. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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