Banda di giovanissimi crea clima di paura a Cura di Vetralla, coltello sotto la gola a un sedicenne e aggressione ai gestori di un locale
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Due ragazzi, uno da poco maggiorenne e l'altro ancora sotto i 18, stanno seminando la paura a Cura di Vetralla. Una serie di azioni violente, messe a segno nell'ultimo mese, la maggior parte delle quali consumate nella piazza centrale della frazione. Davanti all'ingresso della chiesa e a poche decine di metri da un noto locale di ritrovo.

Due ragazzi, uno da poco maggiorenne e l’altro ancora sotto i 18, stanno seminando la paura a Cura di Vetralla. Una serie di azioni violente, messe a segno nell’ultimo mese, la maggior parte delle quali consumate nella piazza centrale della frazione. Davanti all’ingresso della chiesa e a poche decine di metri da un noto locale di ritrovo.

Nei giorni scorsi uno dei due sbandati è arrivato a piazzare un coltello alla gola di un sedicenne che stava aspettando l’autobus. Non contento di averlo terrorizzato ha pensato bene di tirargli anche un bel pugno sull’occhio, ferendolo.

Un paio di settimane prima l’aggressione, questa volta in coppia, ai gestori di un’attività commerciale della zona. Una coppia di giovanissimi violenta e fuori controllo che ha spezzato la tranquillità di questo angolo di Tuscia e creato un clima di angoscia tra residenti e frequentatori. Diversi gli episodi di aggressione ad altri ragazzi. Tanto che diversi genitori sono angosciati e si chiedono cosa si sta attendendo prima di intervenire in maniera decisa. 

Spaventa l’imprevedibilità e la spietatezza con cui i due giovani stanno agendo. Diverse le denunce alla locale caserma dei carabinieri. Ma i due continuano ad aggirarsi, coltello in tasca, nella zona come se niente fosse. C’è da augurarsi che tutto torni in ordine prima che accada qualcosa di più pesante di quanto già verificato.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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