Banca di Viterbo, settimana di emozioni per i propri soci. Dalla gita alla Regia di Caserta alla consegna delle borse di studio
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Dalla visita alla Reggia di Caserta alla consegna di ben 65 borse di studio ai figli dei soci contraddistinti per meriti di studio. Così la Banca di Viterbo ha vissuto un periodo di grandi emozioni positive.

Non solo numerosi soci, ma anche loro familiari e amici hanno partecipato con grande entusiasmo all’ultimo viaggio socio-culturale programmato per il 2016: dopo la visita ad Assisi e Gubbio, a Torino e la Reggia di Venaria, a Mantova – Capitale Italiana della Cultura 2016, è stata la volta della maestosa e imponente Reggia di Caserta.

Gite sociali che ogni anno la Banca di Viterbo organizza con l’obiettivo di rafforzare il senso di appartenenza e partecipazione dei soci, primo e vero patrimonio dell’Istituto, e con l’intento di mettere in relazione persone che vivono e lavorano nello stesso territorio.

Ma le emozioni per la Banca di Viterbo non sono finite qui. Infatti, il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, nell’ambito delle numerose iniziative a favore della compagine sociale, ritenendo di valorizzare gli studenti che hanno raggiunto importanti traguardi scolastici, ha consegnato venerdì 21 ottobre presso la Sala “Primo Michelini” 65 borse di studio ad altrettanti neo diplomati e neo laureati soci e ai loro figli.

Si tratta di un’iniziativa che da oltre trenta anni viene portata avanti con orgoglio dall’Istituto bancario, rispettando la sua “mission” più importante, quella della mutualità, che si basa sul principio dell’aiuto scambievole e delle prestazioni reciproche. Una “mission” che è parte fondamentale dell’identità della Banca di Viterbo, suo valore distintivo, sancito dalla legge e che pervade la storia, le strategie, i modelli organizzativi, nonché lo stile operativo.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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