Banca di Viterbo: "Con Prestipay cambieremo il credito nel nostro territorio"
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L'importante banca territoriale punta a sostenere lo sviluppo e la ripresa economica attraverso metodologie di credito moderne, veloci e innovative.

“Sostenere il nostro Territorio e favorire la ripresa economica anche con il credito retail”, questo è lo slogan
recitato come un mantra dai vertici della Banca di Viterbo, il credito cooperativo rimasto ormai l’ultimo vero
player finanziario nell’economia locale.

L’istituto viterbese è oggi ancora più robusto, forte della recente adesione al gruppo bancario Cassa Centrale
Banca, candidata a Capogruppo del costituendo Gruppo Bancario Cooperativo al quale hanno già aderito
oltre 110 Banche di Credito Cooperativo Italiane.

“Vogliamo proseguire nella nostra centenaria tradizione, vicini al territorio e all’economia di casa nostra, con ancora nuova professionalità e conseguentemente nuovi prodotti e servizi, sempre più evoluti e in linea con i dettami di un mercato internazionale e tecnologico” – afferma il presidente Vincenzo Fiorillo –. Abbiamo la consapevolezza di essere oggi l’unica istituzione finanziaria con funzione di supporto all’economia del territorio viterbese e con l’adesione al Gruppo Cassa Centrale disporremo anche di strumenti più adeguati a rispondere alle esigenze di una clientela evoluta”.

Gli fa eco il direttore generale Massimo Caporossi: “Con Prestipay abbiamo la presunzione di voler rivoluzionare il credito al consumo nel nostro territorio. Poco più di 3 ore dalla richiesta di finanziamento e mezza giornata per l’erogazione del credito sul conto corrente. La sfida è mantenere un elevato livello di artigianalità del nostro “fare credito” e nel contempo offrire velocità e tecnologia ai nostri clienti”.

 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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