Banca delle terre, a Viterbo disponibili 297 ettari
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Gli Stati Generali La Fune
Lo annuncia Coldiretti: da martedì scorso anche gli imprenditori agricoli di Roma e del Lazio possono accedere alla Banca nazionale delle terre e presentare manifestazioni di interesse all’acquisto.

Terreni incolti, abbandonati che adesso possono essere rimessi in produzione da chi è già titolare di azienda agricola e da chi – i giovani, in particolare – vuole investire per avviarne di nuove.

I terreni, messi a disposizione da Regione, province ed enti locali, sono elencati sul sito di Ismea, ente incaricato della gestione operativa della Banca che periodicamente aggiornerà la lista delle disponibilità con l’aggiunta degli altri fondi che nel tempo, liberati da ogni gravame contrattuale, saranno offerti agli imprenditori intenzionati ad implementare la produzione aziendale.

Ad oggi, nel Lazio, la disponibilità maggiore si registra a Viterbo, dove sono censiti 7 terreni per una estensione complessiva di 297 ettari. Una grande opportunità di crescita e di investimento, soprattutto da parte dei giovani agricoltori ai quali è concessa anche l’agevolazione del pagamento rateale.

La scadenza per presentare le manifestazioni di interesse all’acquisto è fissata al 3 febbraio. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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